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Calendario storico

Anno 2015 - La madre di Vitoriano

Calendario Storico dell'Arma dei Carabinieri 2015 - La madre di Vittoriano

Testo pagina destra

Ad Adelfia (Bari) nel 1937, in occasione dello scoprimento di una lapide in onore del Carabiniere Medaglia d’Oro al Valore Militare, Vittoriano Cimmarrusti, l’anziana madre del Caduto si rivolse al Comandante Generale dell’Arma, Gen. Riccardo Moizo, con queste parole: “Signor Generale, sono fiera di aver dato alla Patria un brandello di me stessa, mio figlio Vittoriano. Non chiedo altro a Vostra Eccellenza che un’unica grazia: quella di poter rivedere le spoglie mortali del mio Vittoriano”.
La fotografia riprodotta a destra è l’unica autentica cronaca di quella cerimonia: una madre umilmente orgogliosa del suo indesiderato ruolo, il Gen. Moizo visibilmente commosso e il giovane Carabiniere, fratello di Vittoriano, a testimoniare la continuità della grande famiglia dell’Arma.

Didascalia alle immagini

Il Carabiniere Vittoriano Cimmarrusti, nella foto in alto a sinistra, nacque da famiglia di contadini ad Adelfia (Bari) nel 1912.
Arruolatosi nel maggio 1931 nell’Arma, dal novembre dello stesso anno prestò servizio nelle Legioni di Bolzano, Trento e Roma.
Nel 1935, allo scoppio del conflitto italo-etiopico, chiese di far parte della “1ª Banda autocarrata Carabinieri” diretta in Somalia.
Il 24 aprile successivo, a soli 24 anni, cadde eroicamente nel corso di un aspro combattimento.

L’eroico episodio in cui perse la vita il Carabiniere Vittoriano Cimmarrusti, riportato in una tavola di Vittorio Pisani pubblicata su "La Tribuna Illustrata" del 24 maggio 1936.
Motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria conferita all'Eroe: "Ferito gravemente ad un braccio da pallottola esplosiva, anziché avviarsi alla sezione sanità, come gli era stato ordinato, ritornava dopo sommaria medicazione, sulla linea di combattimento. Scorti armati abissini in agguato sulla destra della propria centuria, li attaccava a colpi di moschetto. Ferito una seconda volta, e non più in grado di imbracciare l’arma, proseguiva l’impari lotta con le bombe a mano uccidendo tre avversari, finché, crivellato di colpi, cadeva gloriosamente sul campo. Sublime esempio di consapevole eroico sacrificio.
Gunu Gadu, 24 aprile 1936".

In alto, l’ultima lettera scritta da Vittoriano Cimmarrusti alla madre, due giorni prima di cadere in combattimento.

A destra, un particolare del dipinto di Vittorio Pisani.