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Calendario storico

Anno 2015 - La battaglia di Adua narrata da un Ufficiale dei Carabinieri

Calendario Storico dell'Arma dei Carabinieri 2015 - La battaglia di Adua

 

Testo pagina sinistra

"Cara Mimmirò,
Grazie della tua cartolina. Nel combattimento del 1° marzo fui in primissima linea, ove avevo sollecitato andare facendomi dare un ordine da portare al Generale Albertone che comandava gli indigeni. Come e perché io sono salvo non so. Ebbi il muletto ferito ed una palla passò l’arcione della sella. Mi armai di moschetto e combattei con questo anch’io. Era destino essere salvo da quella mischia e portar con me vivo e perenne il rimorso che tanti amici, compagni ed inferiori sono morti, mentre io son vivo... Credi, penso agli amici perduti, visti cadere, là vicino a me taluni colpiti con le sciabole perché eravamo quasi corpo a corpo e mi vengono ancora le lacrime agli occhi. Penso e piango ancora pel mio caro Soliman che è morto senza che io lo vedessi, era con me e nella confusione disparve.
Povero Soliman. Ho dato molto danaro alla sua famiglia, ma ciò che sollievo è per me se non l’ho più vicino? Perché  sopravvivere ad una catastrofe simile? Io ero stato dato per morto siccome ero restato in mezzo agli scioani e quando la sera raggiunsi una colonna che si ritirava ebbi da tutti le più commoventi espansioni d’affetto.
Molti mi abbracciarono piangendo. Ma soprattutto chi mi si buttò al collo piangendo e mi tenne stretto senza poter parlare per un pezzo fu il mio caro, il mio buono Mohammed. Forse un giorno ti conterò i particolari di quella giornata disastrosa, ora sto attendendo un’altra volta l’ora di combattere, ma questa volta nulla si farà. Partecipa questa mia a Mammà ed a Maria, alle quali non scrivo per mancanza di tempo partendo a momenti il corriere per Massaua.
Abbraccia Mammà ed Alberto  
tuo Alfredo”

Didascalia alle immagini

Il Capitano dei Carabinieri Alfredo Amenduni, Comandante della Compagnia Carabinieri che prese parte alla battaglia di Adua del 1896, durante la quale cadde il Capitano Achille Alessandri,
alla cui Memoria venne concessa la Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Sopra, la caserma dei Reali Carabinieri a Massaua, in Eritrea, nel 1895. A destra, la lettera inviata dal Capitano dei Carabinieri Alfredo Amenduni alla moglie dopo la battaglia di Adua del 1° aprile 1896, alla quale aveva preso parte quale Comandante di una Compagnia di Carabinieri. La lettera è trascritta integralmente in alto.
Nella battaglia l’Esercito Italiano perse due Generali, 260 Ufficiali, 3.772 graduati e 2.600 ascari.
La notizia della grave sconfitta provocò in Italia unanime cordoglio.

Sopra, il Maggiore Salsa e il Capitano Angherà a colloquio in territorio abissino con l’imperatore Menelik, latori di una proposta di pace che, se accolta, avrebbe scongiurato la grave sconfitta italiana ad Adua.