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Calendario storico

Anno 2015 - Il Padre di famiglia terrore dei briganti

Calendario Storico dell'Arma dei Carabinieri 2015 - Il Padre di famiglia terrore dei briganti

Testo pagina sinistra

La gloriosa storia del Capitano Chiaffredo Bergia è ben nota: di lui si sa che ha debellato numerose bande di briganti nel sud postborbonico e che ha ricevuto un gran numero di Medaglie al Valore Militare e Civile.
E' la sua vita privata invece ad essere poco conosciuta, così come la grande forza che egli seppe trarre dall’affetto ricevuto dalla moglie e dai figli, intensamente ricambiato. Il suo profilo di buon Carabiniere trovò modo di completarsi nel suo esemplare ruolo di marito e di padre.

Didascalia alle immagini

A sinistra, il “Processo Verbale” relativo alla disarticolazione da parte del Brigadiere Bergia della banda Pomponio-D'Alena, la più temibile che terrorizzasse l’Abruzzo nel 1870. Sotto,  una squadriglia volante di Carabinieri, di cui egli (terzo da sinistra, in prima fila)  faceva parte durante gli anni della lotta al brigantaggio meridionale.

A destra, Chiaffredo Bergia con la moglie Claudina Rosa e i tre figli, in una foto del 1885, quando prestava servizio col grado di Tenente alla Legione di Torino.
Iniziata la carriera da semplice Carabiniere, la concluse col grado di Capitano, conseguito per meriti eccezionali.
Venne decorato della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia, della Croce di Cavaliere dell’Ordine Equestre della Corona d’Italia, di una Medaglia d’Oro, di tre d’Argento e due di Bronzo al Valor Militare.
In alto, la progressione della carriera di Chiaffredo Bergia scandita dal numero di medaglie che decorano il suo petto; la prima fotografia è del 1871, quando col grado di Brigadiere, era già decorato di tre Medaglie, di cui una d'Oro. L’ultima immagine è del 1891, quando aveva 51 anni e vestiva il grado di Capitano.
L'anno successivo si spense, mentre era in servizio alla Legione di Bari, che lo ricorderà intitolandogli la propria Caserma. A destra, un brano tratto dal libro biografico pubblicato in "edizione popolare" nel 1892.