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Calendario storico

Anno 2013 - La Bandiera dell'Arma per la prima volta in guerra


Calendario Storico dell'Arma 2013Calendario Storico dell'Arma 2013

Testo pagina di destra

Il 24 maggio 1915, a poche ore dall'annuncio dell'entrata in guerra dell'Italia contro l'Austria, la Bandiera dell'Arma dei Carabinieri partiva per il fronte scortata da un plotone d'onore e dalla Banda della Legione Allievi.
Prima ancora, lungo la linea di confine orientale, i reparti dell'Arma avevano già completato lo schieramento loro assegnato dal Comando Supremo con una forza complessiva di 500 Ufficiali e 19.816 tra Sottufficiali e Carabinieri. La linea di fuoco che avrebbe segnato l'ingresso in battaglia dei Carabinieri era la valle dell'Isonzo, all'altezza di Gorizia, sulle pendici del monte Podgora, ove si attestò il Reggimento Mobilitato al comando del Colonnello Antonio Vannugli. Per la posizione dominante degli austriaci, arroccati alla sommità del rilievo montuoso, l'impresa di snidarli appariva estremamente rischiosa e dall'esito incerto. Ma necessitava corrodere la resistenza dell'avversario, indebolirne progressivamente la tenuta per poi puntare su Gorizia. Dopo un periodo di approntamento, durante il quale venne realizzato un articolato sistema di trinceramento (nell'illustrazione a sinistra), a metà del mese di luglio il Comando del 6° Corpo d'Armata, da cui il Reggimento Carabinieri dipendeva tatticamente, ordinò di passare all'attacco. Nel Diario di Guerra del Col. Vannugli, di cui per la prima volta vengono riprodotti alcuni fogli nelle pagine seguenti, alla data del 19 luglio si legge: “Il Reggimento Carabinieri deve conquistare la cresta di quota 240, corrispondente al proprio fronte ed ivi rafforzarsi”.
Alle ore 10:30 venne dato l'ordine di iniziare l'assalto, seguito da quello del Col. Pranzetti: “alla baionetta!”. Secondo gli ordini, l'azione doveva essere condotta soltanto all'arma bianca. Una valanga umana si slanciò protesa verso l'alto, incurante della barriera di fuoco opposta dagli austriaci. Le perdite furono subito gravi, ma l'impeto dei Carabinieri non accennò ad esaurirsi.
Alle 15:05 il Comando della Brigata Pistoia “Vista l'ardita avanzata dei Carabinieri e resosi conto delle difficoltà incontrate” (così si legge in un dispaccio del suo Comandante) diede l'ordine di ripetere l'assalto, revocato però dal Comando del 6° Corpo d'Armata. La giornata, gloriosa ma senza vittoria, era costata al Reggimento 81 morti, 141 feriti e 10 dispersi.

Didascalia pagina destra

Il Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando rende omaggio al Brigadiere Martino Veduti in occasione della cerimonia per la consegna al Sottufficiale della Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Il Brigadiere, di guardia ad una polveriera sul Fronte Giulio, era riuscito a disinnescare coi denti, non riuscendovi con le mani, la miccia accesa collegata ad un ordigno ad altissimo potenziale.