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Calendario storico

Anno 2013 - Il “Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri”


Calendario Storico dell'Arma 2013Calendario Storico dell'Arma 2013

Testo pagina sinistra

Dopo l'8 settembre 1943, data dell'armistizio dell'Italia con gli Alleati, l'unica forza armata ancora unitariamente attiva sul territorio nazionale era l'Arma dei Carabinieri, la cui struttura ordinativa non poteva non turbare i piani germanici per l'occupazione militare del nostro Paese. Pertanto, il 7 ottobre 1943, i nazisti attuarono a Roma un massiccio attacco alla Caserma della Legione Allievi Carabinieri, conclusosi con la deportazione di circa 2.500 militari dell'Arma. L'operazione, condotta con un dispositivo di forze composto da mezzi corazzati e da reparti d'assalto, era stata preceduta da un dispaccio del Gen. Graziani, Ministro per la Difesa Nazionale della RSI, con cui si ordinava il “Disarmo dei Carabinieri in Roma”, ingiungendo agli Ufficiali di “restare nei rispettivi alloggiamenti sotto pena, in caso di disobbedienza, di esecuzione sommaria e di arresto delle rispettive famiglie”. La deportazione indusse il Generale Filippo Caruso (nell'immagine a sinistra) a creare il “Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri”, forte di 6.000 uomini. La formazione era composta da reparti dislocati nell'Italia centrale, da un “Raggruppamento Territoriale” e da un "Raggruppamento Mobile", entrambi strettamente collegati con le unità partigiane operanti nelle altre regioni.
Del “Fronte” facevano parte il T. Col. Giovanni Frignani e i Capitani Raffaele Aversa e Paolo Vigneri, Ufficiali che il 25 luglio precedente avevano arrestato Benito Mussolini. Intanto anche nei territori dell'Italia meridionale non ancora liberati dagli Alleati era iniziata da parte dei Carabinieri la resistenza ai tedeschi, che non esitarono ad attuare nei loro confronti la più spietata repressione, come accadde a Teverola, in provincia di Napoli, ove vennero trucidati dai nazisti 14 Carabinieri.

Didascalia pagina destra

L'occupazione militare di Roma da parte dei tedeschi segnò l'inizio di un loro maggiore impegno a contrastare l'azione dell'Arma rivolta a fiaccare il dispositivo militare e di repressione. Nelle carceri di via Tasso e di Regina Coeli, in seguito a delazione di elementi fascisti, finirono i più attivi esponenti della resistenza dei Carabinieri, primi fra tutti gli Ufficiali che avevano arrestato Mussolini. Il 23 marzo 1944 un'azione del GAP (Gruppo di Azione Partigiana) attuò a Roma, in via Rasella, un attentato contro una compagnia del Polizeiregiment Bozen. Restarono uccisi 33 nazisti.
La reazione di Hitler fu immediata e violenta: ordinò che per ogni tedesco rimasto ucciso venissero giustiziati dieci italiani, da prelevare tra i detenuti politici e di razza ebraica. L'indomani, 335 martiri vennero giustiziati nelle gallerie di una cava abbandonata, sulla via Ardeatina. Tra essi figuravano dodici militari dell'Arma. I loro nomi sono, da sinistra a destra nelle immagini in alto: Cap. Raffaele Aversa, Magg. Ugo De Carolis, Ten.Col. Giovanni Frignani, Ten. Col. Manfredi Talamo, Ten. Romeo Rodriguez Pereira, Ten. Genserico Fontana, Car.Cor. Calcedonio Giordano, Brig. Candido Manca, Car. Augusto Renzini, Car. Gaetano Forte, Mar. Francesco Pepicelli, Brig. Gerardo Sergi.