Menu
Mostra menu

Calendario storico

Anno 2013 - Il Comandante Generale Hazon e il Capo di S. M. Barengo caduti in servizio


Calendario Storico dell'Arma 2013Calendario Storico dell'Arma 2013

Testo pagina sinistra

Erano le 11,40 del 19 luglio 1943. Da poco era cessato il primo terrificante attacco aereo degli Alleati contro la città di Roma. La zona più colpita era stata quella dello scalo ferroviario di San Lorenzo. Le sirene avevano da poco terminato di scuotere l'attonito sgomento della cittadinanza romana. Il Comandante Generale dell'Arma, Azolino Hazon, si affacciò nella stanza del suo Capo di S. M., Col. Ulderico Barengo, dicendogli: “Occorre andare, non c'è da perdere un minuto; a San Lorenzo c'è da organizzare i soccorsi”. A bordo dell'auto di servizio, lanciata a tutta velocità lungo il viale Regina Margherita, i due uomini avevano appena raggiunto la Città Universitaria, quando una pioggia di ordigni cominciò a riversarsi sulla zona. La strada era ormai interamente sconvolta dagli scoppi delle bombe da 500 libbre. Ancora pochi metri e poi si sarebbe dovuto proseguire a piedi. Non ci fu il tempo. Una bomba esplose vicino all'auto con a bordo il Gen. Hazon e il Col. Barengo, che perirono all'istante. Alla loro Memoria venne poi concessa la Medaglia d'Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: "Mentre accorrevano sui luoghi maggiormente colpiti per recarvi il contributo della loro presenza animatrice a riaffermare la tradizionale dedizione dell'Arma dei Carabinieri a favore della comunità, erano qui travolti dall'esplosione di ordigno aereo, sacrificando la nobile esistenza e fondendo generosamente il sangue con quello delle innocenti vittime cittadine nel glorioso martirio che indicò alla Nazione la via della libertà e della democrazia".

Didascalia pagina sinistra

Sotto, il Gen. Azolino Hazon, Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri dal 23 febbraio al 19 luglio 1943. Era transitato dal Corpo degli Alpini all'Arma dei Carabinieri, divenendone nel 1940 Vice Comandante Generale. Gli è accanto il Col. Ulderico Barengo, Capo di Stato Maggiore dell'Arma dal 12 ottobre 1940, che viene ricordato anche quale profondo cultore di storia risorgimentale e per l'impulso dato all'editoria dell'Arma e all'archiviazione dei cimeli dell'Istituzione.

Didascalia pagina destra

A destra, alcune pagine del registro con le firme delle personalità che resero omaggio alle salme dei due alti Ufficiali nella camera ardente allestita nella Caserma della Legione Allievi Carabinieri di Roma.
Il documento, conservato nel Museo Storico dell'Arma, riunisce gli autografi di tutte le personalità presenti in quel momento nella Capitale, dal Capo del Governo al Principe Borghese, Governatore di Roma.
Nella foto in basso, le stesse personalità durante i funerali.