Menu
Mostra menu

Calendario storico

Anno 2013 - Contro la mafia in Sicilia



Calendario Storico dell'Arma 2013 Calendario Storico dell'Arma 2013


Didascalia pagina sinistra

Il comune di Gangi, nelle Madonie, posto sotto assedio dal Prefetto Mori nel gennaio 1926. L’operazione, condotta dai Carabinieri, portò all’arresto di oltre 400 latitanti.

Testo pagina sinistra

Doveva essere il colpo di grazia alla mafia siciliana. A scatenare la determinazione del Capo del Governo era stato l’affronto fatto da un capo-mafia di Piana dei Greci in occasione del primo viaggio in Sicilia, dopo l’assunzione del potere. “Voscenza, è sotto la mia protezione.
Che bisogno aveva di tanti sbirri che si è portato dietro?” Tornato a Roma, Mussolini diede l’incarico all’ex Prefetto di Bologna, Cesare Mori, al momento in pensione, di raggiungere la Sicilia, con pieni poteri: “Vostra Eccellenza - gli scrisse - ha carta bianca, l’autorità dello Stato deve essere assolutamente, ripeto assolutamente, ristabilita in Sicilia”. Per un tale impegnativo incarico, fu messa a disposizione del Prefetto Mori l’intera struttura operativa della Milizia, ma l’offerta venne declinata, salvo per una scarsa aliquota rappresentativa; egli volle i Carabinieri, conoscendone la collaudata esperienza in quel difficile ambiente ed il radicato inserimento tra le popolazioni siciliane.
E li ottenne. Un intero Battaglione e tutta la struttura territoriale dell’Arma delle zone interessate vennero messi a sua disposizione, per un totale di oltre 800 uomini, al comando del Maggiore Giuseppe Artale. Le attività presero avvio nell’estate del 1925 ed i risultati non tardarono a giungere. Dopo circa quattro anni dall’inizio del suo mandato, il 24 giugno 1929 da Roma partì un laconico dispaccio telegrafico per il Prefetto Mori: “Con R.D. in corso V.E. è stata collocata a riposo per anzianità di servizio a decorrere dal 16 luglio. La ringrazio dei lunghi e lodevoli servizi resi al Paese. Firmato Ministro Mussolini”. Quel periodo costò all’Arma 15 caduti e 350 feriti.

Didascalie pagina destra

La ricostruzione cinematografica dell’arresto di Gaetano Ferrarello, capo della malavita delle Madonie.

Il Maggiore Giuseppe Artale, Comandante dei Nuclei Interprovinciali della Sicilia durante il periodo del Prefetto Mori. Accanto gli è il Maresciallo Paolo Bordonaro, uno dei Sottufficiali più esperti in materia di lotta alla mafia. Si distinse per un’inchiesta che portò alla contemporanea incriminazione di 273 affiliati alla malavita.

A sinistra, il “processo verbale” della Compagnia Interna dei Carabinieri di Agrigento, col quale vennero imputati di “associazione per delinquere” 121 individui operanti in una vasta zona della Sicilia centrale.
L’attività, avviata durante il “periodo Mori”, venne conclusa nel 1930, quando lo stesso Prefetto aveva già lasciato l’incarico.
Per l’incisiva azione svolta contro la criminalità siciliana, vennero concesse ai militari dell’Arma 124 Medaglie d’Argento e 47 di Bronzo al Valor Militare, 6 Medaglie al Valor Civile, 14 attestati di Pubblica Benemerenza e 50 Encomi Solenni.