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Calendario storico

Anno 2012 - Contro il pericolo eversivo


Contro il pericolo eversivo Contro il pericolo eversivo

 

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Contro il pericolo eversivo

Non erano trascorsi molti anni dalla proclamazione dell'Unità d'Italia quando, in diverse località della Penisola, si verificarono moti popolari di tipo insurrezionale, che assunsero in breve carattere esteso e organizzato. In Lunigiana i Carabinieri furono i primi a pagare un tributo di sangue per contrastare l'ondata sovversiva. Il Brigadiere Giuseppe Campi e il Carabiniere Adriano Fini vennero aggrediti e feriti da una turba di oltre 400 individui armati mentre pattugliavano a cavallo la zona di Passo della Foce. Fu poi la volta del Vicebrigadiere Luigi Mugnaini e del Carabiniere Celso Botolini, l'uno ferito, l'altro caduto esanime nello scontro con i rivoltosi. Dopo un mese di lotte, il Generale Nicola Heusch, Commissario Straordinario in Lunigiana, rivolgeva ai Carabinieri un indirizzo di compiacimento, grato per non essere stato costretto, grazie all'azione dei militari dell'Arma, ad applicare con durezza lo stato d'assedio. A sinistra, la sommossa scoppiata a Pietraperzia, in provincia di Caltanissetta, all'inizio dell'anno 1894.
In Sicilia la rivolta prese origine dall'aumento delle imposte daziarie, assumendo per simbolo un fascio di "ddisa", un'erba di montagna, per cui il movimento prese il nome di "Fasci di Sicilia".