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Calendario storico

Anno 2011 - Con la Seconda Guerra di Indipendenza inizia l'unificazione nazionale

 



Testo pagina sinistra

In servizio di «Intelligence»

Una funzione inedita venne affidata ai Carabinieri durante la Seconda Guerra    d’Indipendenza: il servizio di “intelligence” militare, che essi svolsero con meticoloso impegno, segnalando allo Stato Maggiore sardo - francese i più minuti   particolari dello schieramento avversario e delle sue dotazioni di armi e rifornimenti. Le due immagini mostrano alcuni momenti di tale servizio, svolto con l’ausilio di cannocchiali in zona di operazioni.

Con la Seconda Guerra di Indipendenza inizia l'unificazione nazionale

Per effetto degli accordi di Plombières del luglio 1858, la Francia sarebbe intervenuta in aiuto del Piemonte se questo fosse stato attaccato dall’Austria. Quando la potenza asburgica il 29 aprile 1859 varcò il Ticino, spingendosi minacciosamente verso Torino, Napoleone III intervenne con un grosso esercito al fianco di Vittorio Emanuele II. Montebello, Palestro, Solferino, San Martino, furono le tappe di una rapida disfatta dell’armata austriaca, che indusse l’imperatore Francesco Giuseppe ad incontrare il collega francese a Villafranca, ove il 12 luglio del 1859 venne sottoscritto un armistizio mortificante per il Regno di Sardegna, non informato delle trattative in corso. Queste portarono alla cessione della Lombardia alla Francia, che ne fece poi “dono” al Piemonte, che dovette però rinunciare a Nizza e alla Savoia in favore di Napoleone III.

Testo pagina destra

Già prima dell’armistizio di Villafranca, i Carabinieri avevano avviato in Milano l’istituzione del “Comando dei Carabinieri Reali in Lombardia”. L’incarico era stato affidato al Luogotenente Colonnello Trofimo Arnulfi, che, già a sette giorni dal suo arrivo nel capoluogo lombardo, procedeva ai nuovi arruolamenti, aperti anche ad individui appartenuti alla Gendarmeria austriaca “purchè tuttavia robusti, bene famati e di italiani”. Il Comando venne posto nello stabile di Casa Cattaneo, invia S. Teresa, che non sarebbe stato più abbandonato dai Comandi milanesi dell’Arma.