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Calendario storico

Anno 2011 - Il primo caduto - Da Luogotenente a Comandante Generale del Corpo - Il battesimo del fuoco

Il  primo caduto - Da Luogotenente a Comandante Generale del Corpo Il battesimo del fuoco


Testo pagina di sinistra

Il  primo caduto

Il 24 aprile 1815 il Corpo dei Carabinieri Reali ebbe il primo caduto nell'adempimento del dovere. Accadde a Vernante, in provincia di Cuneo. Dal carcere di Cuneo erano evasi il giorno prima nove pericolosi detenuti, alla cui ricerca si erano subito posti i Carabinieri della zona. Di una pattuglia faceva parte il giovane militare a cavallo Giovanni Boccaccio. Alla localizzazione degli evasi seguì un violento conflitto a fuoco,di cui rimase vittima il Carabiniere. Nell'atto di morte,stilato in latino dal sacerdote del luogo, si legge: «Boccaccio Joannes a Trisobio, miles in Legione de Carabinieri, plumbea glande confessus de repente obiit  anno 1815».

Da Luogotenente a Comandante Generale del Corpo

Arruolato il 14 marzo 1815 tra i primi Ufficiali del giovane Corpo dei Carabinieri Reali, Michele Taffini d’Acceglio (a destra)aveva precedentemente militato, con onore,nell’Armata napoleonica, venendone congedato col grado di Capitano dell’Artiglieria. La sua carriera militare era iniziata a 17 anni come volontario nei Veliti della Guardia Imperiale francese. Dopo aver partecipato al fatto d’arme di Grenoble, la sua carriera nel Corpo fu contrassegnata da una progressione particolarmente rapida, che culminò con la sua nomina a Comandante Generale nel 1835, incarico che detenne per 12 anni, fino al 1847.

Testo pagina di destra

Il battesimo del fuoco

Era trascorso appena un anno dalla nascita del Corpo dei Carabinieri, quando una imprevista esigenza portò i suoi uomini a difendere i confini dello Stato Sardo. Nel 1815 Napoleone, tornato in Francia dalla segregazione sull’isola d’Elba,si accingeva a invadere la Savoia dopo avere occupato il Delfinato e il capoluogo Grenoble. Di fronte a tale pericolo Vittorio Emanuele I non ebbe esitazione ad allestire un Corpo di spedizione, affidandone il comando al Generale Vittorio de la Tour. I Carabinieri ne facevano parte con un contingente a cavallo, agli ordini del Luogotenente Michele Taffini d’Acceglio e del Sottotenente G. Battista Cavassola. Lo scontro con la colonna francese, forte di 15.000 uomini, avvenne il 6 luglio e fu per i Carabinieri il battesimo del fuoco. Alla testa di una travolgente carica della Cavalleria piemontese, i Carabinieri diedero vita ad un’azione che, all’indomani del fatto d’arme, il Generale de la Tour ebbe modo di elogiare facendone rapporto al Governo di Torino: «Maggiori di ogni elogio sono il valore, l’intrepidezza, l’ordine e la maestria per cui si distinsero luminosamente nell’attacco di Grenoble i picchetti di cavalleria dei Carabinieri Reali». Nell’occasione risultarono meritevoli d’encomio anche le Stazioni di confine del Corpo, «...perchè distintesi in modo particolare per zelo, attività, coraggio ed intelligenza nel servizio d’informazioni durante la circostanza in cui fu invaso dal nemico il Ducato di Savoia».