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Calendario storico

Anno 2011 - A difesa dello Stato, contro le sovversioni

Immagine del Calendario 2011 A difesa dello Stato, contro le sovversioni


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A difesa dello Stato, contro le sovversioni

Lo spirito riformistico, che aveva investito l’Europa nel 1821, si era appena sopito nel decennio successivo. Ad esso fornì nuova linfa, nel 1834, il movimento repubblicano, attivo clandestinamente all’interno dello Stato Sardo e, in maniera più incisiva, nei territori confinanti con il Piemonte.  Erano gli anni in cui l’abate Vincenzo Gioberti, già cappellano di corte, veniva condannato all’esilio per le sue idee progressiste mentre sulla scena politica faceva la sua apparizione Giuseppe Mazzini con la«Giovine Italia», da lui fondata nel 1831 a Marsiglia per conseguire con la rivoluzione la Repubblica unitaria. Per contrastare l’azione del movimento insurrezionale furono molto attive le Stazioni del Corpo dei Carabinieri Reali dislocate lungo l’arco alpino occidentale. Le loro relazioni, frequenti e dettagliate, consentirono al Comandante Generale Luigi Maria Richieri di Montichieri di tenere costantemente informate le autorità di Governo sulle mosse dei rivoluzionari, che intanto si erano organizzati militarmente per attaccare con quattro colonne la frontiera col Piemonte dal lato della Savoia. Per l’occasione venne ingaggiato da Mazzini il Generale Girolamo Ramorino, che alla fine del gennaio 1834 era pronto ad invadere la Savoia alla testa di oltre 1.500 uomini, tra fuorusciti e numerosi svizzeri, polacchi e francesi. Una delle colonne, che doveva muovere da Ginevra, venne però tempestivamente dispersa per intervento delle autorità locali, grazie alle informazioni fornite dai Carabinieri, che nel frattempo erano riusciti ad infiltrare tra i congiurati propri emissari, la cui opera si rivelò determinante sul piano informativo. Un’altra colonna si mosse la sera del 1° febbraio, guidata dal Ramorino e dallo stesso Mazzini. Il fallimento della sperata, contemporanea sollevazione delle popolazioni e la barriera opposta dai Carabinieri nei punti di obbligato passaggio decretarono l’insuccesso dell’invasione. Unico risultato ottenuto dagli insorti, il 3 febbraio 1834, fu l’aggressione al Carabiniere Giovanni Battista Scapaccino, sorpreso da una turba di rivoltosi mentre tornava all’imbrunire da una missione esplorativa a cavallo. Rifiutatosi di rinnegare il suo giuramento di fedeltà alle Istituzioni, venne vilmente ucciso. Fu il primo Carabiniere ad essere decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare.