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Anno 2011 - La prima volta all’estero, accanto ai soldati delle Grandi Potenze

La  prima volta all’estero, accanto ai soldati delle Grandi Potenze La  prima volta all'estero, accanto ai soldati delle Grandi Potenze


Testo pagine sinistra e destra

La prima volta all’estero, accanto ai soldati delle Grandi Potenze

Il 5 maggio 1855 il Conte di Cavour rese noto che il Regno di Sardegna stava per entrare in guerra contro la grande Russia. Dopo l’infelice esito della Prima Guerra d’Indipendenza, che aveva avuto una giustificazione patriottica e risorgimentale, risultava difficile capire le ragioni di un intervento armato nella «Guerra d’Oriente» accanto alla Francia, all’Inghilterra e alla Turchia. In verità, era un’occasione importante per il piccolo Regno di Sardegna, che aspirava a liberarsi da una condizione di emarginazione sul piano dei rapporti internazionali. Nella primavera di quell’anno un Corpo di Spedizione, forte di 15.000 uomini al comando del Generale Alfonso La Marmora, s’imbarcò con destinazione Balaklava, in Crimea. Di esso faceva parte un distaccamento di Carabinieri, agli ordini del Capitano Emanuele Trotti, articolato su di un Comando Superiore Carabinieri, con un drappello a piedi e uno a cavallo presso il Quartier Generale, ed un Comando Carabinieri presso ciascuna delle due Divisioni. Successivamente vennero stabiliti un Distaccamento presso il Comando d’Armi di Costantinopoli e tre Stazioni, a JeniKoi, a Balaklava e a Costantinopoli. Il battesimo del fuoco nella «Guerra d’Oriente»per le truppe Piemontesi avvenne il 16 agosto 1855 sulle pendici del Monte Hasford, che domina la valle del fiume Cernaja. I Carabinieri vi presero parte con grande tenacia, meritando un lusinghiero elogio dal Generale La Marmora, che tra l’altro disse: “Ieri per la prima volta avete affrontato il nemico che siamo venuti a combattere in queste lontane regioni... Il telegrafo ha annunciato all’Europa che voi avete contribuito alla vittoria della Cernaja...Io vi ringrazio della vostra bella condotta in questa bella giornata”.
Sull’esempio della leggendaria infermiera inglese Florence Nightingale (sotto, a destra), i Carabinieri si prodigarono in Crimea anche nell’assistenza ai feriti  e ai militari colpiti dalle epidemie (sotto).