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Calendario storico

Anno 2010 - Presentazione


Immagine storica Presentazione del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri



Didascalia immagine pagina di sinistra

Nella primitiva formula di Giuramento, codificata con il Regolamento Generale del 1822, venivano menzionati due valori che caratterizzeranno permanentemente la condotta dei Carabinieri, l’Onore e la Lealtà. Per non tradire il rispetto di tali valori, il Carabiniere Giovanni Battista Scapaccino venne ucciso da fuoriusciti politici avendo rifiutato di rinnegare il suo Giuramento di fedeltà alle Istituzioni. Il gesto gli valse la Medaglia d’Oro al Valor Militare, la prima concessa all’Armata Sarda.

In copertina

Il Giuramento nei primi anni di vita del Corpo, quando il solenne rito veniva celebrato in chiesa alla presenza di un Ecclesiastico, del Giudice, del Sindaco e di un Ufficiale dei Carabinieri. L’illustrazione riproduce l’interno della chiesa di San Giovanni, a Saluzzo, durante la cerimonia.


Didascalia immagine pagina di destra

Jacques-Louis David, Il giuramento degli Orazi (Louvre, Parigi).


Testo pagina di destra

Tutti i Carabinieri rammentano con emozione il giorno del loro Giuramento: l’orgoglio di indossare per la prima volta la Grande Uniforme; la piazza d’armi pavesata a festa; la cornice trepidante di familiari e amici; il Comandante che pronuncia la formula solenne e, infine, quella affermazione, scandita a voce alta e ferma, che ti impegna per la vita: “Lo giuro!” Di qui l’idea di dedicare il Calendario Storico 2010, giunto ormai alla sua 77a edizione, al tema del Giuramento, un atto che ciascuno di noi rinnova quotidianamente nel proprio animo, con la stessa emozione di quel giorno, per rispondere all’imperativo del dovere e sostenere la sua abnegazione. Il Giuramento è un atto sacro che suggella la scelta e l’aspirazione di ciascuno di noi a servire, con lealtà e fedeltà, l’Italia, i suoi cittadini e le sue Leggi.
La sacralità del Giuramento affonda le sue radici in tempi remoti e già nell’antica Roma l’atto di devozione dei militari ai loro comandanti era denominato “sacramentum”, volendo richiamare quanto di più sacro potesse esprimere un uomo in termini di impegno morale, per sé stesso e per gli altri. Impegno che i soldati romani assumevano accompagnandolo a una precisa liturgia gestuale legata alla sacralità della mano destra, quella stessa mano che ancora oggi ogni militare alza per esprimere con le parole “Lo giuro” la volontà di essere fedele alla Patria. E per garantire maggiore solennità alla promessa, il Giuramento era espresso in forma orale, al cospetto dell’intero corpo militare di appartenenza e dei suoi simboli più significativi, affinché fosse considerato ancor più sacrilego il venir meno alla parola data. In epoca rinascimentale, il Giuramento dei giovani appartenenti alla milizia fiorentina - come ci tramanda Machiavelli - veniva reso nella chiesa madre delle città “con tutte quelle parole obbligatorie dell’anima e del corpo, che si possano trovare più efficaci”. La descrizione dell’autore de <<Il Principe>> sembra anticipare il Giuramento illustrato nella copertina di questo Calendario, in cui un Carabiniere, nei primissimi anni di vita del Corpo, presta il voto di fedeltà alla presenza del proprio comandante e dei rappresentanti della comunità, prefigurando il profondo e secolare legame dell’Arma ai cittadini italiani. Con la nascita degli Stati moderni e l’affermazione della sovranità popolare, i contenuti del Giuramento sono stati progressivamente “laicizzati”, ma la fedeltà e la lealtà sono tuttora la pietra d’angolo di quell’atto che guida e sostiene l’operato di ciascun Carabiniere. Il Giuramento di fedeltà costituisce, allora, non la semplice dichiarazione di un proposito, ma l’impegno forte e perenne all’osservanza di quei valori senza tempo che in ciascuno di noi saldano graniticamente il senso della responsabilità, l’onestà, la solidarietà verso il prossimo, la ricerca della gratificazione morale quale primo e autentico riconoscimento per le proprie azioni. E’ l’impegno che sostiene le donne e gli uomini dell’Arma nella vita di tutti i giorni e, soprattutto, nei momenti di difficoltà, quando il Carabiniere è chiamato alle scelte più coraggiose. Sono le scelte di Eroi che hanno il nome di Giovanni Battista Scapaccino, di Salvo D’Acquisto, di Vittorio Marandola, di Fulvio Sbarretti, di Alberto La Rocca, di Carlo Alberto Dalla Chiesa, i quali hanno consapevolmente percorso fino in fondo la strada del dovere e del coraggio. Sono solo alcuni degli innumerevoli Caduti dell’Arma immolatisi per tener fede al proprio impegno d’onore; sono la testimonianza più alta dei valori e della tenace dedizione al bene comune, cui tutti i Carabinieri orientano il loro servizio, proiettando orgogliosamente l’Arma verso il suo terzo secolo di vita.

Gen. C. A. Leonardo Gallitelli
Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri