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Calendario storico

Anno 2009 - Sardegna


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Didascalie immagini pagina di sinistra

Il nuraghe, simbolo della Sardegna arcaica, fa da sfondo a questa pattuglia ottocentesca, che riporta alla memoria il mitico Brigadiere Lorenzo Gasco, protagonista nello stesso ambiente di imprese leggendarie.

Una veduta del paesaggio sardo dominato da rocce modellate dall’erosione, spesso utilizzate come rifugio dai banditi, ieri come oggi. Un territorio difficile, gravato da particolari forme di criminalità endemica, in cui i Carabinieri, con indomito impegno, si sono da sempre distinti nell’attività antisequestro e nella ricerca di latitanti, anche avvalendosi di reparti appositamente dedicati.

Speciali squadriglie a cavallo (foto  a destra, in alto) operano in Sardegna per contrastare forme di banditismo che hanno radici lontane e che richiedono una particolare dedizione.


Testo pagina di destra

L’Isola, che vanta di aver dato origine allo Stato Sabaudo e poi al Regno d’Italia, soltanto nel 1822 ottenne l’estensione del servizio dei Carabinieti Reali al proprio territorio, cioè otto anni dopo l’istituzione del Corpo. Le ragioni di tale ritardo vanno individuate nelle profonde difformità esistenti in ogni campo tra i domini di terraferma e la Sardegna, ove nel 1814 era ancora in vigore il regime feudale. Un unico corpo incaricato dell’ordine pubblico e della tutela dello Stato avrebbe comportato l’obbligo di far rispettare leggi diverse, per cui si preferì lasciare operare in tal senso nell’isola il “Reggimento Cavalleggeri di Sardegna”, a cui venne affiancato nel 1818 il “Corpo dei Moschettieri di Sardegna”. Entrambe le istituzioni vennero però sciolte per dar vita al “Corpo dei Cacciatori Reali di Sardegna”, che a sua volta cessò di esistere essendo stato assorbito dai Carabinieri Reali in virtù delle Regie Patenti del 16 ottobre 1822. Seguì un decennio intessuto di conflitti di competenze tra le autorità militari, ma anche civili, e i Carabinieri, proprio per la difformità del sistema statale in atto nell’Isola rispetto a quello di terraferma, per cui Carlo Alberto, con Regio Viglietto del 3 marzo 1832, vi ripristinò il servizio dei Cavalleggeri, abolendo le due Divisioni dei Carabinieri Reali. Ma la decisione non fu definitiva. La cessazione dell’autonomia amministrativa in Sardegna, avvenuta nel 1847, fu motivo sufficiente per ripristinarvi il servizio dei Carabinieri, il che avvenne nel 1853 con l’istituzione di un “Corpo dei Carabinieri Reali di Sardegna”, con un proprio regolamento e un proprio organico autonomo. In sostanza, non era cambiato nulla. Soltanto col Regio Decreto del 24 gennaio 1861, i Carabinieri di Sardegna, con una propria Legione, la 3a, costituita in Cagliari il 13 agosto di quell’anno, entrarono definitivamente nella grande famiglia dell’Arma, con uno scompartimento poco difforme da quello attuale, articolato su di un Comando di Regione (Cagliari), 4 Comandi Provinciali (Cagliari, Oristano, Nuoro, Sassari), 29 Compagnie e 278 Stazioni. In Sardegna operano altresì una Scuola Allievi Carabinieri, con sede ad Iglesias, molti Reparti Speciali, tra cui lo Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sardegna”, 2 Nuclei con un Distaccamento Elicotteri (Elmas, Olbia, Abbasanta) ed un Nucleo Subacquei a Cagliari, che ospita altresì il 9oBattaglione Mobile “Sardegna”.