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Calendario storico

Anno 2009 - Calabria e Basilicata


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Didascalie immagini pagina di sinistra

Cosenza, una pattuglia di Carabinieri a cavallo lungo il fiume Busento durante un servizio di sorveglianza di quell’aspra contrada. A destra, nella pagina a fianco, due militari dell’Arma della specialità “Cacciatori” durante un rastrellamento sull’Aspromonte, in Calabria. Sotto, Potenza, capoluogo della Basilicata, in una stampa dell’800, con l’immancabile figura di un Carabiniere a cavallo, quasi facesse parte del paesaggio.

Catanzaro in un’immagine degli inizi del secolo scorso. Davanti ad un  elegante caffè, punto di riferimento della vita cittadina, è in servizio un Carabiniere ciclista. A distanza di oltre un secolo, il centro storico di Catanzaro è ancora regolato dagli stessi ritmi, con il caffè immutato e con la presenza rassicurante dei Carabinieri.


Didascalia immagine pagina di destra


Cosenza, Punta Le Castella, sul litorale ionico della Calabria, con la possente costruzione di epoca aragonese.
In primo piano, una pattuglia di Carabinieri a cavallo in servizio perlustrativo lungo la costa.


Testo pagina di destra

Dopo la presa di Reggio da parte di Garibaldi, avvenuta il 21 agosto 1860, la Calabria Ultra e la Calabria Citra furono per il Generale, come si è detto, una “passeggiata militare”. Le popolazioni, dall’Aspromonte al fiume Sele, rimasero indifferenti, scetticche circa i benefici che sarebbero loro derivati dall’unificazione. Anzi, la sollecita applicazione del regime fiscale piemontese accentuò il diffuso malcontento e incoraggiò il fenomeno del “brigantaggio”. Lo stesso Garibaldi, quando nell’estate del 1862 sbarcò nuovamente sull’estrema punta della regione per tentare la marcia su Roma, fu raggiunto sull’Aspromonte da alcune delegazioni di Reggio che lo invitarono a desistere dall’impresa, a conferma del disinteresse per le questioni nazionali. In Basilicata, i difficili problemi di sopravvivenza, acuiti dalle epidemie di colera e dai terremoti, fecero passare in secondo piano le questioni politiche. Nondimeno, il 19 agosto 1860, Potenza era insorta proclamando un governo prodittatoriale, a differenza di Matera ove insorsero invece i filoborbonici. La regione, comunque, non si sottrasse al fenomeno del “brigantaggio”, che vi si manifestò con episodi di estrema efferatezza. Proprio in Basilicata, i Carabinieri subirono le più dolorose perdite nel contrastarlo, come ad Acerenza, ove cinque militari perirono in un agguato teso da Ninco Nanco, che qualche giorno dopo venne sgominato con tutta la sua banda. Sul piano ordinativo, l’Arma adottò per la Calabria e la Basilicata un differente orientamento. Con la riforma del 1861, la Calabria ebbe una propria Legione, l’11a, con sede a Catanzaro e con Divisioni nella stessa città e in Cosenza, mentre la Basilicata, con la sua Divisione di Potenza, fece parte della Legione di Salerno; successivamente, nel 1877, la Legione di Bari assorbì, oltre che parte dell’Abruzzo, i territori della Basilicata e della Calabria, assumendo proporzioni tali da farne la più vasta d’Italia. Attualmente, le due Regioni sono rette ciascuna da un Comando di Regione (Potenza e Catanzaro) con Comandi Provinciali a Potenza e a Matera la prima, a Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia la seconda, da cui dipendono 11 Compagnie e 104 Stazioni in Basilicata e 2 Gruppi, 30 Compagnie, 2 Tenenze e 287 Stazioni in Calabria. Completano la presenza dell’Arma in quest’ultima regione la Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, i Reparti Speciali, tra cui il Gruppo Operativo Calabria e un Nucleo Elicotteri.