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Calendario storico

Anno 2009 - Abruzzo e Molise


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Didascalia immagine pagina di sinistra

Il Castello Monforte di Campobasso in un’antica stampa. Il Molise, di cui la città è capoluogo, dopo il 1860  fu teatro di una violenta reazione borbonica al nuovo regime instauratovi dai “piemontesi” del Generale Cialdini.
Per i Carabinieri fu l’occasione per affermare in quelle terre un’umanità allora impensabile da parte delle popolazioni locali in dei militari.


Didascalie immagini pagina di destra


Il Castello Monforte di Campobasso, come si presenta oggi dopo i restauri. Il servizio dei Carabinieri nel Molise ebbe inizio parallelamente alla conquista di quel territorio da parte dell’Esercito sardo-piemontese, proiettato verso la capitale partenopea. Il loro ruolo era quello di istituire immediatamente delle Stazioni per avere il controllo dei territori annessi.

Unità cinofile dell’Arma in azione negli aspri costoni del Gran Sasso, per indagini di polizia giudiziaria, negli stessi luoghi battuti senza sosta dal Brigadiere Bergia negli anni successivi all’Unità d’Italia, di cui è testimonianza la stampa riprodotta a sinistra.
Sotto, la piana di Chieti, pattugliata dai Carabinieri a cavallo nel 1890 e, oggi, con un’autoradio dell’Arma in servizio di assistenza alle scolaresche.


Testo al centro delle due pagine

Le azioni militari per la totale conquista del Regno delle Due Sicilie si conclusero il 13 febbraio 1861 con la resa di Gaeta e, dopo un mese esatto, della Cittadella di Messina, ove una Compagnia di Carabinieri ebbe il privilegio di entrare per prima e di gestire la deposizione delle armi da parte della guarnigione borbonica. Soltanto in Abruzzo l’Esercito di Francesco II ebbe un ultimo sussulto d’orgoglio: Civitella del Tronto capitolò infatti il 20 marzo, cioè tre giorni dopo la proclamazione di Vittorio Emanuele II a Re d’Italia. Per i Carabinieri fu l’inizio di una nuova guerra, quella contro il brigantaggio, esploso contemporaneamente in tutto il Sud, che li vedrà impegnati lungamente. Inoltre, l’urgenza di dotare grandi e piccoli centri di Stazioni dell’Arma, aprì per i Carabinieri un altro vasto fronte, quello di assicurare ovunque l’applicazione di nuove leggi e un sistema amministrativo sconvolgente per quelle popolazioni. Furono gli anni in cui l’allora Vice Brigadiere Chiaffredo Bergia, in servizio presso la Legione di Chieti, costituita il 1o luglio 1861, iniziò una carriera tutta vissuta nella lotta al brigantaggio, che lo porterà nel tempo al culmine del mito. Tornerà nel nativo Piemonte col grado di Capitano, conseguito per meriti speciali, con la Croce dell’Ordine Militare di Savoia, con quella dell’Ordine Equestre della Corona d’Italia, con una Medaglia d’Oro, tre d’Argento e due di Bronzo al Valor Militare, nonchè diciassette Menzioni Onorevoli. Ordinativamente, in Abruzzo e nel Molise, l’Arma ha avuto una vita alquanto complessa. Dall’originaria Legione di Chieti dipendevano soltanto le Divisioni di Chieti e dell’Aquila. Soppresso tale Comando nel 1868, il suo territorio venne suddiviso fra le Legioni di Bari e di Roma. Ricostituito nel 1919, la sua competenza venne circoscritta al territorio abruzzese e quello molisano, quest’ultimo precedentemente compreso nella Legione di Napoli. Attualmente, quale Comando di Regione, ha competenza sui Comandi Provinciali di Chieti, l’Aquila,  Pescara e Teramo. Il Molise, in conseguenza dell’autonomia, è oggi anch’esso sede di un Comando di Regione con Comandi Provinciali a Campobasso e Isernia. Nel capoluogo di Regione è altresì attiva una Scuola Allievi Carabinieri. In entrambe le regioni è presente un’articolata rete di Reparti Speciali, che affianca l’azione di 17 Compagnie in Abruzzo e 7 nel Molise, alle cui dipendenze operano rispettivamente 163 e 67 Stazioni.