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Calendario storico

Anno 2008 - Settembre


Arti marziali  Arti marziali



Testo pagina di sinistra

Le arti marziali, quando vennero acquisite in ambito militare intorno al 1920, con la prioritaria funzione di perfezionamento delle. tecniche, di difesa personale, si compendiavano nella generica definizione di «lotta giapponese». Non venivano ancora considerate tra le discipline sportive in senso specifico, anche se, sul piano spettacolare, esse si imposero con straordinaria rapidità, avviando uno sviluppo la cui crescita costante ne decretò la valenza agonistica. L'immagine riprodotta sopra costituisce probabilmente la più antica testimonianza fotografica dell’esotica tecnica nel Maresciallo dell'Arma Pierino Zerella il campione italiano per l'anno 1925: essa venne eseguita nel cortile della Legione Allievi Carabinieri di Roma, dopo che il militare aveva conseguito il titolo, di cui indossa la cintura con la sigla F.J.J.I. (Federazione Jiujitsu Italiana). Nell'altra foto, Carabinieri impegnati in una gara di Judo in occasione del 3° Criterium Nazionale Militare svoltosi a Roma nel 1957.


Testo pagina di destra

Aver raccontato per tanti anni lo Sport italiano significa essersi imbattuto periodicamente in campioni del Gruppo Sportivo Carabinieri. Da oltre mezzo secolo, l'elenco è ricchissimo: da Raimondo D'Inzeo ad Armin Zoggeler, da Michele Maffei a Giorgio Di Cento, da Giuseppe Tosi (discobolo d'argento addirittura ai Giochi di Londra del '48 ) ad Alberto Tomba, da Mauro Numa a Massimiliano Rosolino. Una storia di successi scritta attraverso discipline, vicende e caratteri umani diversi, ma accomunati dallo stesso spirito di appartenenza (e stiamo facendo torto a tanti altri campioni, per pura esigenza di sintesi). Amando il nostro Sport e la sua storia, non si può non amarne i tanti capitoli scritti dagli atleti del Gruppo. Nel mio caso, però, il rapporto ha la pretesa di essere un po’ speciale. Intanto, per affetto. Mio padre, che non c'è più da tempo, era Primo Clarinetto della Banda dei Carabinieri, negli anni dal '40 al'60, ai tempi dello storico Maestro Cirenei. Quindi, nei confronti dell'Arma e delle sue tradizioni, conservo un affetto legato al ricordo e all'identificazione. E qui scatta la seconda particolarità del rapporto. Devo ai Carabinieri il mio esordio davanti ad un microfono. Avevo 8 anni: Befana dell'Arma 1958, nel Palazzetto dello Sport di Roma. Il presentatore, leggendario Mario Riva, chiede se in platea ci sia un bambino disposto a salire sul palcoscenico e raccontare una barzelletta. In premio, una bicicletta. Alzai la mano e mi ritrovai accanto a Mario Riva. Raccontai al microfono la mia storiella e ricevetti, qualche mese dopo, la prima bici della mia vita (azzurra, lo ricordo ancora). Mai avrei immaginato che proprio al microfono si sarebbe poi svolta quasi tutta la mia vita professionale, a raccontare lo Sport. Nel mio ufficio, dietro le mie spalle c'è ancora la prova: la foto pubblicata dalla rivista centenaria "Il Carabiniere" di quel gennaio '58. C'è un bambino in piedi su una sedia accanto a Mario Riva. Mezzo secolo dopo sono sempre dietro un microfono. Ma, almeno, non mi serve più la sedia.

MASSIMO DE LUCA
Direttore di "Rai Sport"