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Anno 2008 - Ottobre


Sci  Sci



Testo pagina di sinistra

Lo «Sky», come mezzo d'intervento in zone innevate, venne introdotto nell'Arma agli inizi degli anni '20 del secolo scorso, avviando la formazione di una specialità che diede successivamente vita ai «Carabinieri della Montagna», nel duplice ruolo di sciatori e rocciatori. Le "Gare interne" furono la naturale evoluzione della specializzazione, che ebbe tra i suoi cultori lo stesso Comandante Generale Riccardo Moizo (1935-1940), ritratto (sopra) sulle nevi dell'Alto Adige. In alto, a sinistra, la squadra vincitrice dì una gara interlegionale nel 1936. A fianco, un Carabiniere impegnato in una prova di slalom nei passati anni '70, quando si gareggiava ancora con la tradizionale bandoliera.


Testo pagina di destra

Le imprese sportive dell'Arma sono parte della mia vita. Ne hanno segnato momenti esaltanti, risvegliando in me, negli amici, in migliaia e migliaia di lettori quell'orgoglio di appartenenza al Paese spesso destinato a sfumare nell'indifferenza. Atleti Carabinieri, ovvero un sollecito ad accettare anche quel pizzico di retorica deamicisiana che appartiene di diritto allo Sport. C'è voluto l'impegno forte e sereno di un Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, per restituire agli italiani — e ai protagonisti dello Sport in particolare — il loro Inno. Prima di lui, Sandro Pertini aveva rilanciato il tricolore nei caldi giorni dell'Ottantadue calcistico. "Eppure, anche in mancanza di quei segni, i successi sportivi dei Carabinieri li hanno esemplarmente sostituiti. Io sono fortunato, posso partire da lontano, dall'Olimpiade romana del Sessanta, e ritrovare il Colonnello Raimondo D'Inzeo, sei volte olimpico, il più popolare cavaliere di tutti i tempi, e dire "l'ho conosciuto", "gli ho stretto la mano". Egli schermidori Maffei, Montano, Numa, il nuotatore Rosolino, gli sciatori Plank e Tomba, si l'Albertone che riacquistava compostezza ogni qualvolta indossava la divisa. Sarà pure esercizio retorico, ma mentre tutto lo Sport si impegna a recuperare i valori perduti (quando storicamente prevalgono i valori finanziari, gli scandali ed il malcostume) sappiamo che dove scendono in gara gli atleti Carabinieri, li i valori si avvertono ancora perché si riferiscono ad i appartenenti ad un'Istituzione sempre più impegnata a proteggere e rassicurare ogni giorno milioni di italiani. Che nel suo medagliere, poi, ci siano 2600 ori, 2542 argenti e 2303 bronzi, è ancor più rassicurante: alla cultura della correttezza e del sacrificio non fanno certo male lo slancio agonistico e il desiderio di portare ogni tanto l'Umiltà sul gradino più alto del podio.

ITALO CUCCI
Giornalista