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Anno 2005 - Gennaio



Mese di gennaio - Calendario 2005 Un'immagine interna del calendario 2005



La matina appresso, passando davanti alla chiesa, notò il carro funebre e due corone. S'informò e seppe che era morta per un improvviso attacco di cuore, a sittant'anni passati, Marta Barbaro,una fimmina che lui mai aviva accanosciuto di pirsona in quanto abitava,col marito Francesco inteso Ciccino,in una di quelle casuzze foramano, irraggiungibili d'inverno e poco praticate d'estate. Ciccino,che aviva una grossa mandria di pecore e quindi non se la passava tanto malo, non scinniva quasi mai in paisi.
Chiuso e scorbutico,non aviva amici e il fatto che dal matrimonio non erano vinuti figli aviva accentuato i lati certo non gradevoli del suo carattere. A Belcolle aviva un cognato,Pietro,che si era maritato con Gasparina,sorella di quattro anni più picciotta di lui,ed era l'unica pirsona di tutto il paisi col quale scangiava qualchi avara parola.Questo era tutto quello che il maresciallo sapiva della coppia.Gli parse però giusto aspittare sul sagrato la fine della cerimonia e quanno la cassa venne messa supra il carro,andò a stringere la mano a Ciccino. E mentre notava che il vidovo aviva l'occhi perfettamente asciutti,contemporaneamente liggì in fondo a quell'occhi stessi una sorta di taliata d'armalo ferito,uno stupito dolore come peraverdovuto patire una punizione incomprensibile.E si rese macari conto che Ciccino,a malgrado che lui fosse in divisa, non l'aviva manco raccanosciuto, gli aviva stretto meccanicamente la mano, la testa persa altrove, darrè i suoi pinseri.
"Povirazzo!" - lo compatì il maresciallo mentre andava verso la Stazione. Quella morte di sicuro viniva a sconvolgergli l'esistenza. Non si passano più di quarant'anni, notte e giorno, 'nzemmula a un'altra pirsona e doppo, all'improviso,non si può restare soli nella solitudine di una casa solitaria come se niente fosse capitato.Tutte le sue abitudini di necessità sarebbero state travolte,cangiate,aggiungendo sofferenza a sofferenza, pirchì spesso le abitudini possono addivintare forza e conforto. E il maresciallo, che era scapolo, l'accanosceva benissimo il valore delle abitudini. In fondo, si spiava certe volte quanno pinsava alla sua vita,non è vero che non ti sei voluto maritare perché avevi scanto di doverrinunziare alle tue abitudini? E a questa domanda non dava mai risposta.Della morte di Marta Barbaro ne risentì parlare doppo una simanata, mentre si trovava nel salone di Pasqualino il varberi. Ogni quinnici giorni immancabilmente il maresciallo si faciva dare da Pasqualino una ripassata ai capelli: a parte il fatto che gli piaciva essere sempre in ordine (la varba se la faciva tutte le matine col rasoio a mano, se era costretto a restare con la varba longa si sentiva malato), il salone era una gran miniera di notizie.
Era giornalmente frequentato dal professor Lumia e dal geometra Albanese, quasi ottantini, che passavano ore e ore a intrattenersi coi clienti di Pasqualino e che,immancabilmente, erano sempre fra loro in totale disaccordo su qualsiasi cosa."La sa la novità, maresciallo?" - esordì il geometra Albanese. "No. Quale novità?" "Due giorni appresso il funerale di Marta Barbaro, la sorella di Ciccino, accompagnata dal marito, è andata a trovarlo per vidiri come stava". "Embè?" "Non li ha voluti ricevere. Non c'è stato verso. Ha detto che non voli vidiri a nisciuno. Hanno parlato col picciotto che bada alle pecore e macari lui ha detto che Ciccino gli da' ordini attraverso la finestra mezza chiusa".
"Mischino!" - intervenne Pasqualino - "Mi fa una pena!". "Non riesce a elaborare il lutto" - fece il professore Lumia che parlava sempre come un libro stampato. "E ti credo!" - disse il geometra trovandosi una volta tanto d'accordo col professore - "Marta è stata l'unica pirsona al mondo alla quale Ciccino ha voluto tanticchia di bene!".