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Anno 2003


mese di marzo - pagina sinistra  immagini tratte da "L'eredità della priora"




Pagina sinistra

Quando appare sullo schermo di casa questa storia televisiva, nel 1980, siamo nel pieno gradimento del genere "sceneggiato", non ancora ribattezzato "fiction". L'argomento è dei più coinvolgenti: tratta dal romanzo omonimo di Carlo Alianello, la vicenda è ambientata nelle province meridionali subito dopo la conquista del regno delle Due Sicilie da parte delle truppe garibaldine. Siamo pertanto nella primissima seconda metà dell'800, con tutte le ombre e i misteri di una società borghese intrisa di interessi materiali intrecciati a complotti e tradimenti. Al regista Anton Giulio Majano si presenta l'occasione per aprire, attraverso sette puntate, uno squarcio sulla tragica condizione delle popolazioni meridionali, su cui pesa tristemente anche l'eredità dell'amministrazione borbonica. I Carabinieri, in questa vicenda, non sono i protagonisti, ma impersonano autorevolmente il nuovo ordine sociale che si va instaurando nel Sud del Paese: essi rappresentano qualcosa di nuovo in quelle terre atavicamente segnate dalla rassegnazione e dal fatalismo, vi portano il segno di un senso sconosciuto della giustizia, da cui non si può prescindere e nemmeno sottrarsi. Vi portano anche la novità di un corpo militare di cui nel meridione si ignorano i connotati: i Carabinieri, a differenza delle preesistenti forze di polizia, rifuggono dal sopruso, ma non dall'inflessibilità, che applicano con una umanità altrettanto sconosciuta.