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Anno 2003


mese di febbraio - pagina sinistra immagini tratte da "Pinocchio"




Pagina sinistra

Fra il 1971 e il 1972 il regista Luigi Comencini realizza un'impresa apparentemente ardua, quella di inchiodare davanti al video nonni e nipoti, attirati da un medesimo sceneggiato, la favola di Pinocchio, che i primi hanno conosciuto tanti anni prima e che i secondi apprendono solo adesso, altrettanto affascinati. Cosa ricordano le persone anziane della favola più famosa del mondo? Il burattino, fuori dubbio, poi la Fata Turchina, il Gatto e la Volpe e, immancabilmente, i Carabinieri. Chi non ricorda la scena in cui due baffuti rappresentanti della legge s'imbattono nel bambino che piange e si dispera sul corpo apparentemente inanimato di un suo compagno di scuola? In tutto il racconto i Carabinieri rappresentano il legame con la realtà: sono i soli a sottrarsi agli schemi della fantasia e a richiamare il giovane protagonista alle sue responsabilità. Carlo Lorenzini, l'autore della storia, alias Collodi, deve averli conosciuti più per sentito dire che per diretta esperienza. Nello sconosciuto borgo della sua Toscana, nel 1883, non esisteva una caserma dei Carabinieri, ma da quando questi severi tutori dell'ordine erano arrivati da quelle parti dopo l'Unità d'Italia, certamente se ne favoleggiava come di esseri fuori dal comune. Dunque, degni anch'essi di essere protagonisti di una favola, soprattutto per renderla credibile, per creare qualche riscontro con la realtà quotidiana.