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Anno 2002


Mese di settembre - pagina di sinistra Dal film "Salvo D'Acquisto" - Massimo Ranieri

Testo pagina di sinistra

Sordi è un piccolo truffatore, abbonato alla galera, e la Koscina è sua complice. Il briccone compie un passo falso quando cerca di raggirare un orefice travestendosi da carabiniere:l’epilogo lo condurrà dietro le sbarre, come al solito. Sordi, nei panni del lestofante finto carabiniere, è esilarante, perfettamente a suo agio nell’interpretare la spicciola ribalderia.Direttamente dal varietà (1960) arriva sul grande schermo “Il corazziere”, regia di Camillo Mastrocinque, protagonista Renato Rascel. La storia parte da una trovata che vorrebbe essere spiritosa: un piccoletto che aspira a diventare corazziere. Il film, dalla trama sgangherata, ha brevi accensioni quando Rascel sfoga la sua comicità surreale. Rascel non è stato solo un grande attore, è stato anche un originale autore di canzoni, che cantava con buffa mimica; e proprio “Il corazziere ” iniziava così: «Mamma ti ricordi quando ero piccoletto, che mi ci voleva la scaletta accanto al letto, come son cresciuto mamma mia devi vedere… figurati che faccio il corazziere». Dall’umorismo stralunato di Rascel, passiamo a Totò e a Vittorio De Sica che nel 1961 interpretarono “I due marescialli”: la regia è di Sergio Corbucci e si tratta della solita commedia in qualche modo dedicata all’Arma dei Carabinieri. In realtà l’unico vero maresciallo è De Sica, mentre Totò è un ladro travestito da prete. C’è un bombardamento (siamo in tempo di guerra) e i due rimangono tramortiti. Al risveglio Totò indossa l' uniforme di De Sica, cui lascia la tonaca da prete. Pessima idea. Scatta tutto un gioco di equivoci che si concluderà con la condanna a morte di Totò da parte delle SS. Tornata la pace, il maresciallo vero custodirà il ricordo dell’eroico ladruncolo, fino a quando, nella scena finale che si svolge in una stazione ferroviaria, scoprirà che gli stanno rubando la valigia e che il ladro è Totò, miracolosamente scampato all’insidia nazista. Il film non manca di momenti poetici, che sottolineano i valori essenziali della vita e lo spirito dell’Arma dei Carabinieri. E forse chi è più vicino a questo spirito è Totò, che riscatta la precedente disonestà in virtù di una divisa sia pur indossata con abuso.