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Calendario storico

Anno 2003



Prefazione del generale Siracusa  Prefazione di Vincenzo Mollica



Presentazione

Tema del Calendario 2002 è la presenza dei Carabinieri nell'arte cinematografica.Un argomento di grande attualità perché il cinema, forse meglio di ogni altra arte, riesce a illustrare con immediatezza speranze e inquietudini della societa itasliana nel secolo appena trascorso.Il cinema nasce agli albori del Novecento e, camminando di pari passo con la nuova epoca, già negli anni Venti, quando ancora non parla, compie l'impresa di conquistare l'attenzione di un pubblico enorme e variegato, che accoglie tanto la gente comune quanto gli intellettuali. Gli anni Trenta, con l'avvento del sonoro, completano il successo e il nuovo genere di spettacolo smette di essere una curiosità per diventare una componente del nostro modo di esistere, anzi per determinare costumi, mode, abitudini. Tant'è che a volte non si distingue nettamente sino a dove lo schermo ripeta la vita e dove al contrario la vita si ispiri allo schermo. Dunque non appare eccessivo affermare che il cinema è stato socialmente e culturalmente un fenomeno non meno importante delle più avanzate scoperte scientifiche: la macchina da presa ci ha consentito di viaggiare, leggere, conoscere, tutte esigenze legate strettamente al progresso dell'umanità. Perciò si è ritenuto giusto porre questo straordinario fenomeno al centro del Calendario 2002, tanto più che sono numerosi i film che hanno proposto vicende e personaggi legati all'Arma. In altri termini, il cinema, nel suo interpretare la vita, ovviamente in modo non sempre documentaristico, ha fermato il suo obiettivo sui Carabinieri, sul loro spirito di servizio, sulla loro dedizione al bene comune e ai più alti ideali, sulla loro vicinanza alla gente, specie ai più deboli e sull'affetto che di tale vicinanza è il corrispettivo universalmente accordato. Si è cercato così di percorrere un sintetico itinerario, badando a tenere separati il piano della realtà da quello della fantasia, sebbene questa sia spesso impastata con materiali desunti dal vero. Ma tornando al Calendario, i film, che sono stati selezionati tenendo conto non tanto del genere e delle vicende narrate, quanto del riscontro nel gradimento del pubblico, attestano come la presenza dell'Arma sia radicata nella nostra società, nel nostro costume, nel nostro sentimento. Inoltre le immagini a commento del testo, tutte desunte da film, restituiscono qualche cosa del nostro passato: non fermano il tempo, forse ne sottolineano la fuga inesorabile, ma sollecitano i ricordi e la dolcezza di questi. Che è la miglior maniera di prepararsi al futuro.

Gen. C.A. Sergio Siracusa
Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

Prefazione

C’è un'immagine dell’Italia che il cinema ha contribuito a diffondere nel mondo, soprattutto negli anni Cinquanta, quando l'entusiasmo e l'arte di arrangiarsi, ma anche la voglia di lavorare e l'umana solidarità consentirono di ricostruire il Paese sulle macerie della guerra, avviando quello che dieci anni dopo fu chiamato "miracolo economico". L'immagine è racchiusa in molti film dell'epoca: si vedono la piazza di un borgo, il bar, la farmacia, la chiesa e la stazione dei Carabinieri. Le uniformi sullo schermo erano rassicuranti: ispiravano fiducia prima ancora che rispetto. La bonomia istrionica del maresciallo di "Pane, amore e fantasia" - cui prestava il suo sorriso l'indimenticabile Vittorio De Sica - in qualche misura rinsaldò il rapporto che da quasi duecento anni lega la gente all'Arma. Ecco perchè è utile dedicare un calendario anche al cinema, ai tanti film che hanno visto come protagonisti, come comprimari o come comparse, i Carabinieri. È un modo per pagare un debito di riconoscenza dell'Arma nei confronti del cinema e soprattutto viceversa: salvo poche marginali eccezioni, i film hanno svolto in complesso un lavoro positivo nel presentare il lavoro difficile, spesso oscuro della Benemerita. I Carabinieri nel cinema sono stati raccontati sottolineando le loro doti di professionalità, di lealtà, di umanità; queste doti li hanno fatti sentire vicini ai cittadini, come se i Carabinieri fossero degli amici e non le persone alle quali è affidato il bene più importante della comunità: il rispetto delle leggi. Ciò comporta il riconoscimento dell'autorità implicita nell'uniforme, autorità che non intacca la simpatia di cui godono i Carabinieri, figure familiari, capaci anche di risolvere vicende private a prima vista insuscettibili di lieto fine. Insomma, sullo schermo del cinema, i Carabinieri sono tra i protagonisti dell'umana avventura e, anche quando la finzione artistica sorride di qualche loro debolezza, dignità e senso del dovere non sono mai posti in discussione.

Vincenzo Mollica