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Anno 2002



Mese di luglio -  pagina di sinistra Dal film "Il corazziere" - Renato Rachel 


Testo pagina di sinistra

Caramella, che in qualche caso estremo, contribuisce a salvaguardare il buon nome dell’ arma, svolge, da sola, il ruolo che nelle tragedie greche è interpretato dal coro anche se la saga di Sagliena non ha nulla della tragedia: è commedia dei caratteri, come amava definirla il regista Comencini,è preludio di quella che sarebbe diventata la commedia all’italiana. Nel 1954, la stessa formazione (con l’aggiunta di Eduardo e Titina De Filippo tra gli sceneggiatori) partorisce Pane, amore e gelosia, secondo episodio accolto dal pubblico con identico favore. Il film è tutto giocato sull’intreccio sentimentale, che si scioglie nel finale in una festa paesana, e per la prima volta vediamo il maresciallo Carotenuto - De Sica in alta uniforme, mentre su tutti veglia, come un ruspante angelo custode, Caramella. Che è carabiniere sin nei precordi. La saga non si ferma e nel 1955 esce Pane, amore e… Della precedente formazione rimangono De Sica, Tina Pica e lo sceneggiatore Ettore Margadonna, spina dorsale di questa epopea. Il nuovo regista è Dino Risi, al posto della Lollobrigida viene scelta la sua diretta antagonista, Sophia Loren, nel ruolo della pescivendola Smargiassa. E’del tutto ovvio che Carotenuto, tornato nella natia Sorrento con l’incarico di comandante dei vigili urbani (l’Arma lo ha congedato, e i Carabinieri sono soltanto un ricordo), è del tutto ovvio – dicevamo – che il Nostro perda la testa per la Smargiassa. Lasciamo volentieri al passato gli inutili confronti tra la Lollo e la Loren, confronti che appassionarono l’Italia di quegli anni: era un bel vedere, e finì pari e patta. Alcune scene del terzo film meritano di essere ricordate: il corteggiamento elegante ma implacabile di Vittorio De Sica nei confronti della Loren, e il mambo mozzafiato dove lei lascia esplodere la sua radiosa sensualità, e lui, con impaccio, inutilmente tenta di mostrarsi all’altezza. Nel 1958 arriva il quarto film della serie – Pane, amore e Andalusia – che è anche il più debole: la trama è fiacca e fiacco è tutto il contesto, reso ancora più gracile dalla assenza di interpreti femminili del calibro di una Lollobrigida o di una Loren.