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Anno 2001


Mese di giugno - pagina di sinistra La capacità di saper guardare lontano

Testo pagina di sinistra

Il furto di una mela determinato dalla fame non è il furto commesso per gioco, magari in un supermercato, né tanto meno il furto con scasso di preziosi in una gioielleria: è sempre un furto, ma c'è una misura di gravità, da un minimo a un massimo anche nell'applicazione della pena. Vi è un problema di misura, vorrei dire di giusto dosaggío, scansando facili indulgenze ma pure incongrue severità, tali da trasformare i colpevoli in vittime. Così la lealtà non deve divenire dure d'animo, l'onestà non deve diventare pedanteria, il coraggio temerarietà e via discorrendo. Infatti esiste un altro valore - difficile da professare, pur nella sua ricchezza di contenuti umani -ed è l'equilibrio. L'equilibrio va perseguito con fatica ma anche con serenità, con determinazione, con giusto distacco, con spirito critico costruttivo, soprattutto con umiltà: l'umiltà di riconoscere i propri e gli altrui errori, facendone tesoro, l'umiltà della autocoscienza che è o dovrebbe essere la meta ultima del nostro cammino verso la conoscenza. E qui, su questo impervio terreno del prendere cognizione della realtà in cui viviamo, il cerchio potrebbe chiudersi, amico Lettore. Quanti e quali sono i valori? Anche questa domanda è molto difficile: quantità e qualità si condizionano vicendevolmente, benché, in una prima approssimazione, o (se si preferisce) a un livello più basso, possa respingersi l'idea che vi sia una sorta di numero chiuso dei valori. Considerando le cose da un punto di vista relativo, quanto dire distinguendo da un'epoca a un’ altra, da un luogo a un altro, la tavola dei valori è assai mutevole e variegata. Già lo abbiamo accennato al paragrafo precedente, ricordando che convinzioni religiose, ideologie e consenso sociale condizionano variamente le qualità morali.Secondo quanto attestano Veme e Salgari (non solo loro, purtroppo), era in sommo grado disdicevole che una vedova indiana non accettasse di lasciarsi bruciare, viva, insieme al cadavere del marito. E, in tempi per fortuna più lontani, Moloch, dio degli Ammoniti, esigeva sacrifici umani. Si ripropone qui la stessa difficoltà nella quale ci eravamo imbattuti ragionando degli ideali: voglio dire separare ciò che ha significato relativo, contingente da ciò che ha significato perenne. Ma tale difficoltà conferma la possibile liceità dell'equazione valori = ideali, e per l'ennesima volta ribadisce che cambiare le parole, mentre i concetti oppongono resistenza, probabilmente perché è vero quanto si legge in QohèIet più noto come Ecclesiaste) ciò che è stato è ciò che sarà, ciò che è stato fatto è ciò che si farà. Niente di nuovo sotto il sole".