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Anno 2001


Mese di febbraio - pagina di sinistraLa generosità ovunque...


 

Testo pagina di sinistra

Ciò posto, proviamo a ragionare sui valori: Che cosa sono, quanti e quali sono , in che misura dipendono dal mutare dei luoghi dei tempi. A prenderla molto da lontano, si potrebbe partire dalla nozione d'idea. Idea, come insegna ogni buon dizionario, a un mucchio di significati, ma qui voglio richiamare brevemente il significato filosofico. L'amico lettore non si spaventi. Idea, il senso filosofico, e' la forma astratta cui vengono ragguagliate le singole realtà concrete; è, in altri termini, lo schema che, nella nostra mente , ci consente di distinguere, per esempio, un gatto da un cane. La nostra intelligenza possiede, secondo alcuni già dalla nascita, tutta una serie di caselle, e sa che alla casella "gatto" corrisponde un entità che miagola, fa le fusa, inarca la groppa ecc., mentre alla casella "cane" corrisponde un entità che abbaia, scodinzola, ringhia ecc. La parola idea ne partorisce un'altra ,ossia ideale. Ideale, in principio,è ciò che concerne l'idea (in senso filosofico, oltre che nel senso più pedestre del pensiero soggettivo, di opinione di proposito), ma poi è ciò che esiste solo nella fantasia, poi è modello utopico di perfezione, e infine, secondo l'impeccabile formulazione di Giacomo Leopardi, è"aspirazione o desiderio di natura estetica, morale o intellettuale, specie in contrapposizione agli interessi della vita materiale".Bertrand Russel osserva che un autentico ideale deve essere condiviso da tutti o almeno da una larga parte dell'aggregato sociale: proprio per effetto dell'accettazione generalizzata, taluni ideali caratterizzano determinati periodi storici e determinati stadi della civiltà. Si pensi ad esempio al romanticismo e all'idea di indipendenza nazionale. Accanto agli ideali che mutano da un luogo a un altro da un epoca all'altra, e quindi per cosi dire deperibili, ve ne sono altri, universali ed eterni. A questo proposito vorrei rammentare una duplice eventualità, ben nota a tutti. Sappiamo che in certe parti del mondo si è praticata , e ancora si pratica, la poligamia, mentre altrove la monogamia sembra una regola irrinunciabile e neppure meritevole di discussione. Sappiamo pure che, dovunque si vada ( esclusa solo la giungla), chi colpisce alle spalle, a tradimento, un uomo inerme e indifeso, chi si rende responsabile di un tale misfatto viene considerato un fellone, ossia un vigliacco infido.che cosa si desumera dalle due eventualità rappresentate qui sopra? Che gli ideali(caso della poligamia  e della monogamia) sono governati dal mutare del tempo e dello spazio? Insomma che non hanno assolutezza e che dipendono dagli uomini di una o di un'altra epoca, di uno o di un altro popolo? Ovvero (caso della fellonia o, guardando le cose in positivo, della lealtà) che gli ideali valgono in qualunque luogo e per sempre? Che taluni comportamenti, dal padre Adamo in poi, sono sentiti come irrinunciabile che quindi ogni uomo onesto deve astenersi dal colpire a tradimento? Ho è posto domande semplici in apparenza, e invece assai complesse. Cercherò di dare risposte non deludenti, avvertendo che sin da ora balena la tentazioni di salvare capra e cavoli, ponendo una sorta di graduatoria tra gli ideali:al vertice sarebbero quelli perenni, incorruttibili, validi in ogni luogo, quelli che ci inducono a ricavare l'epiteto "maramaldo" dal cognome del marrono che pugnala Francesco Ferrucci, disarmato e già prigioniero; al di sotto, e in ordine decrescente quelli più o meno condivisi, più o meno durevoli, validi in un posto ma non in un altro. Già abbiamo visto che le parole partoriscono altre parole: e da ideale nasce ideologia. Il nuovo vocabolo è stato coniato da un filosofo francesce, Antoine Destutt de Tracy (1754 – 1836), con un significato diverso da quello che oggi abbiamo in mente.