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Calendario storico

Anno 2001


Mese di agosto - pagina di sinistra La garanzia della serenità

Testo pagina di sinistra

Non ho alcuna competenza per avventurarmi su un terreno così arduo, perciò affido all'amico Lettore i miei dubbi, nella fiducia che ciascuno troverà una risposta confacente: ma nessuno mi leva dalla testa che quella di Salvo D'Acquisto è una scelta morale, prima di tutto. Salvo D'Acquisto ci riporta ai Carabinieri, dei quali vorrei ricordare due documenti: e non perché, in questa sede, senta un qualsiasi obbligo di coinvolgere nel discorso l'Arma, cui comunque questo Calendario si riconduce, ma perché molto spesso testi che non hanno alcuna pretesa di profondità filosofiche o di fiorettature letterarie, che come unica ambizione hanno quella di essere semplici, chiari, comprensibilí a tutti, ebbene testi così riescono a essere più illuminanti di tanti dotti trattati. Mi riferisco al Galateo del Carabiniere di G. C. Grossardi (edito nel 1879) e al Regolamento Generale dei Corpo dei Carabinieri Reali (edizione del 1822), così come venne originariamente approvato da Carlo Felice. Il Galateo e il Regolamento - letture godibilissime, non fosse altro per il sentore di antico che sprigionano - propongono un sistema di valori peculiari, poiché tale sistema si indirizza a uomini in divisa (ma non in una qualsiasi divisa), e che tuttavia per alcuni aspetti potrebbe venire accettato anche dall'uomo della strada. A maggior ragione meriterebbe di essere accolto, ove si consideri il collaudo imposto dal trascorrere del tempo, che forse ha depositato un po' di polvere sui gerundi insistiti, su qualche parola roboante, e sugli uffiziali non ancora diventati ufficiali, ma che in compenso ha rivelato una ispirazione e una saggezza di fondo pur'oggi ineccepibili, a dispetto di cose esteriori ed accessorie ineluttabilmente mutate. Nella mia biblioteca porrei il Galateo e il Regolamento accanto ai bei romanzi risorgimentali di Giovanni Ruffini, alle Confessioni di Ippolito Nievo, alla testimonianza di Silvio Pellico e, infine, al Cuore di Edmondo De Amicis: e il Lettore non si spaventi per il discredito che, soprattutto in anni recenti, è stato gettato a piene mani, sul libro forse più famoso della nostra letteratura di fine Ottocento. Cuore apparve nel 1886, e rapidamente ebbe un successo strepitoso (credo che sia stato uno dei libri più venduti, e non soltanto in ltalía). Di pari passo con il favore dei pubblico, di alcuni critici e di insigni letterati, per esempio Giovanni Pascoli, montava il dissenso: e al libro veniva imputato di essere dolciastro, smanceroso, piagnucolante, funereo, ipocrita, falso, iperbolico, e chi più ne ha ne metta. Negli anni sessanta, alcuni intellettuali trasformarono il dissenso in dissacrazione, e, ai già innumerevoli capi d'accusa aggiunsero quello di sadismo e di razzismo antimeridionalista. Cuore non è un libro perfetto, e probabilmente è un libro “furbo” ma non più di tanti altri che sempre sono stati scritti e sempre si scriveranno (attualmente il cosiddetto buonismo è diventato una corrente di pensiero: la: riscoperta dei buoni sentimenti o anche dei sentimenti tout court non può che fare piacere, ma fa meno piacere il fariseismo che di tanto in tanto affiora). All'inizio del Terzo Millennio, il quadro storico è molto cambiato: il sistema di valori suggerito da De Amícis (e da tanti altri insieme a lui) continua a mostrare una sua dignità, una sua accettabilità, ... pur nell'ambito di prospettive meno provinciali.