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Calendario storico

Anno 2001


Presentazione Anno 2000 - Ragazzi osservano fuochi d'artificio


Presentazione

Calendario dell'Arma dei Carabinieri Il triennio 1999 - 2001, cerniera tra il secondo e il terzo millennio, funge da elemento catalizzatore delle ansie e delle aspettative della popolazione mondiale. L'Arma dei Carabinieri non ha voluto sottrarsi al sentire comune. Nel rispetto della tradizione ma proiettata nel futuro, attraverso i suoi Calendari vuole dare infatti un segnale di speranza e letizia. Così ha dedicato il calendario 1999 alla donna - madre, compagna, sostegno, ma soprattutto protagonista di sempre - e rivolge adesso l'attenzione a un dovere comune a tutti per il completo raggiungimento di serenità nel futuro: la tutela delle categorie sociali più deboli e in particolare la tutela dei giovani. L'Arma dei Carabinieri, oltre al dovere istituzionale assolto nei confronti di quelle categorie, pur tra i mille impegni quotidiani a favore di tutta la popolazione e le mille difficoltà di una società sempre più complessa, ha costantemente rivolto la sua attenzione ai giovani. Svolge servizi presso le scuole negli orari d'ingresso e uscita, combatte il fenomeno della dispersione scolastica, del lavoro minorile e delle violenze sessuali, ma svolge anche un'intensa attività per i giovani fuori dagli obblighi professionali. Le sue caserme sono aperte per le visite delle scolaresche, che sono numerosissime, i suoi Ufficiali sono protagonisti di conferenze sui più disparati argomenti di interesse sociale nelle scuole di ogni ordine e grado, i suoi Comandanti di Stazione e i loro collaboratori svolgono, grazie alla perfetta integrazione nel territorio, una attività prodiga di consigli e ammonimenti. Nel 1999, decennale della Convenzione dei Diritti dell'Infanzia (da 0 a 18 anni), ha inoltre scelto di sostenere l'UNICEF nella sua battaglia. Circa 40 Carabinieri paracadutisti, volontari, liberi dal servizio, senza oneri per l'Amministrazione, fruendo dei loro periodi di licenza, si sono avvicendati in turni mensili nei progetti "OVERLAND" 4 e 5, che sotto l'egida dell'UNICEF, a bordo dei quattro mezzi ormai famosi per le precedenti imprese, hanno portato il messaggio di quell'organizzazione dal Portogallo a Pechino e da Pechino a Roma. Inoltre, l'Ente Editoriale per l'Arma, che si autofinanzia con i proventi degli acquisti degli stessi Carabinieri, ha stabilito di versare una parte di quegli introiti all'UNICEF per la lotta contro la poliomielite, che purtroppo miete ancora numerose vittime tra i bambini del mondo. Ma veniamo ora al Calendario. Nel 1998, nel corso della celebrazione militare dell'annuale di fondazione della nostra Istituzione, mentre il Presidente della Repubblica consegnava a una vedova accompagnata dai figlioletti un'onorificenza alla memoria di un valoroso Maresciallo, caduto nello svolgimento del suo servizio, uno dei bimbi, con l'esuberanza tipicamente infantile, saliva sulla poltrona del Presidente e vi si assideva compiaciuto. Riprendendo quell'episodio, abbiamo chiesto a Renato Casaro, già eccellente autore delle tavole del Calendario 1999, di ritrarci un ragazzo seduto sulla poltrona della massima autorità durante la più importante delle nostre cerimonie militari per evidenziare l'importanza che rivestono gli adulti di domani. Dunque, gli adulti del terzo millennio, come dice Giampaolo Rugarli nel suo racconto, scritto con grande abilità letteraria e semplicità, sono i protagonisti del Calendario dell'anno 2000. Speranza del nostro futuro, sono ritratti nei temi a loro più vicini, verso i quali nella maturazione ad adulto devono fare riferimento per un sano sviluppo verso una società migliore, anche se tutti non vi hanno trovato spazio. Insomma, li abbiamo raffigurati come vorremmo che fossero tutti i giovani del mondo nel loro crescere, dalla nascita alla maggiore età. Sono giovani fortunati, a cui non manca nulla, che hanno la possibilità di esprimere la loro personalità e vivere una vita serena, ma che non per questo sono meno consapevoli della loro felice sorte e del loro impegno verso i meno fortunati; come si evince anche dal racconto, essenziale per la comprensione delle tavole sebbene sia legato a queste solo dai valori ispiratori di entrambi. Il giovane protagonista lascia la famiglia d'origine per andare a studiare in un'altra città. Vivrà da solo, gestirà autonomamente il suo tempo tra l'impegno dello studio o delle incombenze quotidiane e il riposo o lo svago, e sebbene con i mezzi di comunicazione di oggi non sarà completamente separato dai suoi genitori, dovrà comunque dimostrare a se stesso e al mondo che ha imparato la tacita lezione delle persone che gli sono state vicine nella crescita. Ha appena trascorso le vacanze di Natale con la sua famiglia dalla quale si era staccato qualche mese prima per andare a vivere da solo in una nuova lontana città, ma vuoi per il breve tempo trascorso distante dagli affetti, vuoi per il lungo tempo che trascorrerà prima del suo rientro, sente la partenza come quella del "rondone" che "quando arriva l'epoca di abbandonare il nido, nessuno può impedirlo". Mentre è in viaggio, ripercorre col pensiero tutti i momenti significativi della sua pur breve ma intensa esistenza, coglie appieno il valore degli insegnamenti ricevuti e col cuore gonfio di commozione e gratitudine conquista la consapevolezza della forza acquisita che gli consentirà di affrontare le bellezze ma anche le traversie della vita. Il racconto ha il sapore di una lettera scritta alla propria antica maestra da un nuovo adulto, magari proprio da quel ragazzo che ci saluta simpaticamente dal fondo del calendario: agli adulti del terzo millennio, e a tutti coloro che si impegnano per il loro benessere, i Carabinieri augurano pertanto un futuro prospero di felicità e serenità.

Gen. C.A. Sergio Siracusa
Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri