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Calendario storico

Anno 2000


Mese di luglio - Conoscere l'ambiente Bambino tra le braccia del padre in un campo di grano

CONOSCERE L'AMBIENTE

La filastrocca imparata all'asilo prosegue: "Luglio ci sono i frutti" Le vacanze d'estate sono un frutto? Forse sì. Le nostalgie e i rimpianti un poco si attenuano, mentre le ansie sbiadiscono. Le ansie? Quali ansie può avere un ragazzo chiamato a familiarizzare con l'aoristo e con l'Anabasi di Senofonte? Beh, in quinta ginnasiale ai professori non si può chiedere l'indulgenza della Paola, che scioglieva i capelli rossi e rideva con noi. La stessa parola "professore" contiene un avvertimento solenne e insieme minaccioso. E può accadere che un'aula scolastica diventi simile a un'aula di giustizia: e una interrogazione si trasformi in un processo, destinato a chiudersi con una sentenza di condanna. Allora una certa ansia è legittima: il batticuore di essere chiamato a rispondere a domande sempre più serrate, sempre più stringenti, e il batticuore di non trovare la risposta o le risposte giuste. Eppure, la storia della ritirata di Senofonte e dei suoi diecimila soldati, reduci dalla battaglia di Cunassa, è bellissima: i diecimila attraversano regioni impervie e affrontano non so quante difficoltà, gli agguati dei nemici, la fame, la sete, il freddo, la neve, le malattie, e tuttavia proseguono la marcia nella consapevolezza che saranno salvi solo se riusciranno a raggiungere il mare. E quando, alla vista del Ponto, nella regione di Trebisonda, dalle loro bocche erompe il grido: "Il mare! Il mare!", un nodo ti serra la gola: ed è una grande emozione non tanto il felice scioglimento dell'avventura, quanto la riacquisita certezza che il cuore e la mente degli uomini possono dominare qualsiasi avversità. Il mare che si spalanca dinnanzi a me non è quello di Senofonte: è quello delle vacanze, addomesticato, alla buona. C'è profumo di salmastro ma pure di creme solari, e l'aria è saturata dall'odore delle alghe e delle lasagne. Una bottiglia di plastica avanza e arretra affannosamente tra la spuma.
Gira su se stessa come l'ago impazzito d'una bussola, titubante se tornare al largo o andare da quegli uomini che, suo malgrado, l'hanno gettata. Mi chino e mentre la raccolgo lo sguardo va ad un'ampia chiazza oleosa che luccica sull'acqua. Che triste spettacolo! Qualcuno si crede in diritto di profanarlo il mare delle vacanze; così pure la campagna, i boschi, l'aria che respiriamo...Ma com'è possibile non capire che l'ambiente è di noi tutti e deve essere rispettato più della casa in cui abitiamo?
Quell'ambiente che i miei genitori mi hanno insegnato ad amare mostrandomi la tristezza di un terreno arido e l'allegria di valli in fiore, facendomi dare il benvenuto a una covata di anatroccoli, spiegandomi l'enorme forza che racchiude un minuscolo chicco di grano. In vacanza si fanno nuove amicizie. Alcune durano esattamente il tempo della vacanza, altre lasciano il segno. C'è una ragazza che mi ha colpito subito, non so perché: forse perché anche lei ha i capelli rossi,lunghi e ricci: si chiama Fabia. Ha la mia età, e anche lei l'anno venturo frequenterà la prima classe del liceo classico. Com'è piccolo il mondo! La sua famiglia è stata trasferita nella mia città, così mi ritroverò con lei nella stessa scuola. Forse nella stessa classe. Anche a lei piace moltissimo la "ritirata dei diecimila" nel racconto di Senofonte. Ci telefoniamo almeno cinque o sei volte al giorno (credono gli altri...) e i miei brontolano perché il telefono della casa al mare è sempre occupato. Così, appena possibile, ci incontriamo e parliamo di tutto: di sport, di cinema,di televisione, ascoltiamo musica. Ci piace Giorgia che canta: "E poi..." Già: e poi?