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Anno 2000


Mese di agosto - La creatività Ragazza e due bambini in spiaggia mentre una motovedetta dei Carabinieri sfreccia in mare

LA CREATIVITA'

Agosto, vacanze per tutti..." Prosegue la filastrocca. Questo è vero sino a un certo punto. Non è consigliabile abbandonare i libri. Finita l'estate, comincerò il liceo. Il liceo! Basta la parola per mettermi in soggezione, e già mi prefiguro l'impegno che sarà necessario... Latino e greco a parte, mi toccherà di cimentarmi con la filosofia, con la storia dell'arte, con la chimica... con un mondo sconosciuto. Mi sento un novello Ulisse. La scelta del liceo classico in realtà io l'ho compiuta già due anni fa, all'epoca del ginnasio. Non ero convinto. Perché tribolare con lo studio di cose tanto lontane da noi? A quale scopo? Sono sincero: mi intimidiva soprattutto il greco antico, mi sembrava un capitolo di inutile erudizione, un passatempo appena più nobile dei giochi proposti dai giornaletti di enigmistica. Mi sono ricreduto grazie a Senofonte, perché ho capito che, in quel mondo apparentemente remoto, vi sono gli stessi fermenti e forse gli stessi tormenti del mondo contemporaneo. Cambiano le strutture e le consuetudini della società, ma il cuore degli uomini resta quello di sempre. Il liceo significa che sarò anche chiamato a far parte della squadra di pallavolo della scuola. E' uno sport, nel quale vado proprio forte. Adesso dovrò difendere i colori dell'Istituto nel campionato scolastico. A prima vista può sembrare una inezia, e invece non è così. Lo sport agonistico, specie se di squadra, esige tenacia, spirito di sacrificio e, capacità di soffrire. Certo, è un modo per affermare la propria personalità, per prevalere sugli altri in una competizione ad armi pari, ma è pure un modo per ribadire grandi valori morali che si chiamano lealtà, coraggio, solidarietà, spirito di gruppo... Queste e altre esperienze mi attendono, alla fine dell'estate. Adesso è agosto, e, come suggerisce la filastrocca, è vacanza per tutti. Così mi piace andare con Fabia in discoteca, a ballare... Quando si può, cerchiamo di raggiungere la spiaggia. La solitudine ci consente di tacere. Sì, dopo tanto chiacchierare e tanto rumore stare zitti è anche più bello... ci stringiamo le mani, scrutiamo il cielo, sdraiati sulla sabbia fredda e con il naso all'insù. Le stelle, la via lattea, le costellazioni... è tutto così distante da noi, a perdita d'occhio, è incredibile come ci si possa perdere con lo sguardo nell'infinito di una notte stellata e scoprire che c'è sempre un oltre al di là di quello che osservi. Se i sogni hanno una casa, quelli miei e di Fabia abitano di certo da quelle parti, e da quelle vorremmo andare ad abitare.