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Calendario storico

Anno 1998



Presentazione del calendario di Laura Alberti Presentazione del Comandante Generale dell'Arma


IL FIRMAMENTO DEI CARABINIERI
di Lucia Alberti

Prima di ricongiungersi per sempre alle sue amate stelle, Lucia Alberti aveva concepito questa anticonformista delineazione astrale dei Carabinieri in relazione a taluni ruoli istituzionali. Nel presentare lo scritto della famosa studiosa del cielo, si confida che nel firmamento dell'Arma gli Italiani sappiano riconoscere le stelle fisse del loro cielo quotidiano: i Carabinieri.


La storia dell'astrologia é affascinante ed accompagna in un certo modo quella dell'umanità. Noi seguiamo la storia o meglio le regole dell'astrologia nata in Mesopotamia, nel paese dei Babilonesi, nella regione dell'attuale Golfo Persico, la grande pianura tra i due fiumi, il Tigri e l'Eufrate. Sono passati circa seimila anni da quando i pastori che popolavano quei grandi spazi scoprirono il movimento delle stelle e diedero loro un significato. Il pianeta rosso, l'attuale Marte, indicava guerre tra tribù, la bianca Venere era all'origine di ottimi raccolti, mentre le varie fasi della Luna, nonché le eclissi, impressionavano quella gente primitiva. Nata come aiuto per la collettività, l'astrologia venne elaborata dai grandi sacerdoti, ma solo per l'uso dei potenti e comunque non era ancora personalizzata, non esisteva l'oroscopo, che nacque in Grecia, insieme allo studio dei pianeti ed insieme all'astrologia tecnica, che era poi l'astronomia. La necessità di mettere ordine nel confuso quadro cosmico creò appunto l'astrologia. Quindi malgrado l'antipatia profonda che gli astronomi provavano per l'astrologia, non si può negare la maternità di questa nei confronti dell'astronomia, figlia per necessità matematiche e di ordine geometrico della pittoresca astrologia, che sin da quei lontani anni aveva già i pianeti corrispondenti a quelli odierni, come forza di attrazione e come influenza sull'uomo. L'oroscopo personalizzato, accessibile non solo ai grandi sacerdoti, fu elaborato in Grecia, ove pervennero dalla Babilonia molti astrologi noti come "Caldei". A fasi alterne disprezzata o valorizzata, venne insegnata nel periodo rinascimentale anche nelle università. Gli Aztechi adoravano il Sole ed avevano nel calendario cinque epoche solari; noi ora, secondo i Messicani, viviamo nella quinta era. La prima è il Sole della tigre, la seconda è quella dei vento, la terza il Sole dell'acqua, la quarta della pioggia e l'attuale era solare è quella del fuoco, che dovrebbe concludersi con quattro terremoti. Gli Indiani hanno sempre legato il quadro astrale (più complicato del nostro) al Karma, che per loro era il passaporto della nostra attuale esistenza e lo è tuttora. Ad un neonato indiano, infatti, viene fatto subito l'oroscopo. Per i Vietnamiti ed i Cinesi ogni dodici anni si ripete un segno astrale che domina l'anno in corso. Perché, dunque, non possono avere un loro segno anche le città, i paesi, le associazioni? E infatti lo hanno: l'Italia è Leone, la Germania Ariete, e via dicendo. E lo zodiaco dell'Arma? Potrebbe rappresentarsi perfettamente in dodici segni astrali, iniziando con il Cerbiatto (Allievo Carabiniere): timido, un po' impaurito, ubbidiente e tenerissimo. li secondo segno dello zodiaco potrebbe essere rappresentato dal Cane Fido (Carabiniere), il più sicuro amico dell'uomo e della società, Il terzo segno è la Gazzella (Appuntato), agile pilota di Autoradio che prendono il nome proprio da lui. Quarto è il Ghepardo (Brigadiere), scattante, felino, sempre pronto a fiutare e a ghermire la preda. Quinto segno è l'importante Lince (Maresciallo), che si può definire attento, vigile, carico di entusiasmo, il primo della classe! Il sesto segno dei firmamento dell'Arma è il Destriero (Capitano), fiero, impressiona alla sua prima apparizione e lascia il marchio della sua presenza come un segno di fuoco. Imponente, nessuno ha il coraggio di sottovalutarlo. Il suo futuro sarà notevole e mai meschino, sarà sempre un capo. Il settimo segno è il Nibbio (Elicotteristi) leggero come una piuma, sa vedere con molti occhi. Si sente libero come un uccello che attraversa gli spazi ed il suo futuro sarà di tanti viaggi. L'ottavo segno è il Delfino (Servizio Navale): si muove nell'acqua come una sirena, ha il fascino del marinaio e la stessa fortuna in amore che hanno gli uomini di mare. L'Usignolo (Banda), nono segno astrale dei Carabinieri, è attaccato alla sua tromba il come ad un figlio che si tiene amorevolmente in braccio. Vive in un suo mondo, quello della musica, e sente solo il suono che ha nel cervello o nel cuore. Ed ecco il Leone (Colonnello), il decimo segno: con la sua splendida uniforme e l'aureola di eccezionalità che lo circonda fatta di tanti colori, avrà un futuro carico come un cofanetto di gioielli, di ricordi che brillano. Un segno importante, l'undicesimo, è l'Aquila (Generale), che sente in sé la spinta della conquista, con le ampie ali che gli hanno consentito di toccare le vette più alte della montagna. Si impone e per questo a volte deve accettare di non essere amato e soltanto temuto. Non può rinunciare neanche in un lontano futuro a vivere da Aquila. Un altro segno, che è esclusivo dei Carabinieri, è il dodicesimo: ed è il Gatto Soriano (Carabiniere in congedo). Gli sono rimaste le medaglie e la curiosità di saper cosa succede nel mondo che ha lasciato, ama la casa, legge e studia tutto quello che riguarda l'Arma. Può diventare, lui gatto, un topo di biblioteca, un collezionista, nascondendosi nel suo habitat di Carabiniere rimasto fedele nel cuore e nello spirito all'Arma, un nostalgico. Mi auguro che qualcosa i Carabinieri possano trovare in questi segni che esprimono umoristicamente lo spirito dell'Arma gloriosa, ma anche carica di autentica umanità, che non esclude l'ironia.

L.A.



Presentazione

E' da alcuni decenni che l'Arma ha mutato dal regno animale immagini incisive a simbolo di alcuni suoi reparti speciali. La Gazzella è da tempo sinonimo di Autoradio, così come la Vespa appare sullo scudetto degli Elicotteristi e il Cavallo su quello dei Carabinieri montati. Dalla preistoria gli uomini hanno sentito la necessità di disegnare nel firmamento figure nelle quali identificavano valori etnici e religiosi. I Mesopotamici, gli Indiani, gli Arabi, i Cinesi e tanti altri popoli hanno definito rigorosamente un proprio zodiaco, che quasi sempre ha espresso la sintesi della propria civiltà. Una vasta documentazione scientifica ed artistica ci ha tramandato immagini suggestive di tali culture, spesso sconfinanti nel campo religioso. I codici miniati della letteratura europea medioevale e rinascimentale sono ricchissimi di testimonianze sulla fede dei popoli nei simboli astrali, e non meno lo sono le vestigia archeologiche egiziane, azteche, persiane, arabe, greche e romane. Dalle epoche più remote gli studiosi del firmamento hanno prediletto gli animali per dare un nome allegorico alle formazioni stellari. A parte le definizioni più familiari dello zodiaco occidentale o di quello cinese, va ricordato che numerose altre sono le costellazioni i cui nomi sono stati attinti dalla fauna terrestre. Se è vero quindi che ogni civiltà e cultura ha espresso nei confini di un proprio firmamento i suoi valori, raffigurandoli simbolicamente, non apparirà strano che anche i Carabinieri, i cui valori sussistono da circa due secoli, esprimano per mezzo di un proprio firmamento i ruoli e le figure della sua struttura ordinativa. E' un modo che indurrà certamente al sorriso, non essendovi dubbio che gli Italiani sapranno riconoscere i loro amici Carabinieri nelle immagini zodiacali con cui vengono rappresentati in queste pagine, immagini che già forse preesistevano inconsciamente nella loro fantasia e che ora trovano conferma. Accanto al proprio Calendario, l'Arma, in questa edizione 1998, ha ritenuto altresì ripresentare sinteticamente la storia della misurazione del tempo dagli albori della civiltà fino all'introduzione del Calendario Gregoriano. Cosicché il Calendario ebraico, quello arabo, quelli orientali e via via tutti i più importanti dell'intero Globo sono stati "raccontati" a confronto con quello attuale, adottato solo in epoca abbastanza recente in tutto il mondo, pur perseverando le maggiori civiltà a coltivare contemporaneamente i propri, che datano da epoche ben più remote dell'Era Volgare. Sviluppando il tema di questo Calendario, l'Arma ha inteso riaffermare il suo impegno nel proporre annualmente ai tantissimi estimatori e collezionisti un argomento d interesse generale, adottando la formula, non insolita di Carabinieri, dell'ironia che - per dirla con le parole di Giambattista Vico - "non poté cominciare che da' tempi della riflessione, perché ella è formata dal falso informa d una riflessione che prende maschera di verità".

Gen. C.A. SERGIO SIRACUSA
Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri