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Calendario storico

Anno 1993



Copertina calendario del 1993 


Presentazione

Unità italiana e Integrazione europea, due appuntamenti fondamentali per la vita del nostro Paese, ai quali i Carabinieri hanno avuto ed hanno il privilegio di partecipare da protagonisti. Allorché nel 1861 il sogno di tanti patrioti si realizzò con la nascita dell'Italia libera e unita, l'Arma aveva anticipato gli eventi predisponendo in tutta la penisola un impianto organizzativo che permettesse l'immediata estensione sul piano nazionale della sua già affermata affidabilità. Erano stati creati i Veliti di Romagna, i Carabinieri Toscani, quelli di Sicilia e, subito dopo, quelli di Napoli. Quando il regno venne costituito, l'Arma era praticamente già operante dappertutto. A distanza di 132 anni i Carabinieri possono affermare con orgoglio di avere egualmente predisposto le proprie strutture, adeguandole da tempo alle istanze della dimensione europea.
Alla vigilia del 1993, l'Arma ha effettuato una profonda analisi del suo stato. Ha accertato la sua solidità ed ha individuato le linee evolutive per uno sviluppo graduale ed armonico, che le consenta di conservare inalterato il profilo di organizzazione aperta alle esigenze della società di cui è espressione. Essa e simbolo di disciplina sentita ed applicata, riferimento preciso della gente nei momenti di bisogno; è simbolo di militarietá, cioè di ordine, di rispetto reciproco, di autorità come dovere-servizio e non come forma, vuota e ottusa.
Ed è proprio questa sensibilità ai mutamenti sociali e questa aderenza alle Istituzioni che stimola più che mai l'Arma a sentirsi "Benemerita" per la sua insostituibile funzione sociale. In un mondo percorso da tanti rapidi mutamenti e caratterizzato da una corsa disperata ed esasperata verso mete effimere e talvolta al limite della legalità, una realtà diversa, più complessa, più competitiva e, quindi, più esposta ai pericoli, ha modificato progressivamente lo scenario operativo esterno. L'attuale "minaccia", in termini di eversione, di micro-criminalità e di macro-criminalità, può essere configurata come manifestazione di uno stesso fenomeno degenerativo, che mina con sfrontata virulenza di tessuto sociale, generando ansia e comprensibili timori nella più elementare quotidianità del vivere civile.
L'Arma, immersa nella realtà del Paese da 179 anni, ha vissuto questa trasformazione sempre vigile e sensibile ad ogni mutamento, adeguando progressivamente le proprie strutture alle nuove esigenze. Non è casuale la coincidenza dell'integrazione europea con l'attuazione del processo di modificazione ordinativa in corso per realizzare una maggiore aderenza del suo dispositivo sia alle esigenze operative, in continua crescita, che alle strutture dello Stato. Il risultato primario che essa intende consolidare nel 1993 è lo snellimento della linea di comando per darle maggiore agilità e tempestività degli interventi , recuperando personale da destinare alle prioritarie attività d'istituto, principalmente alle Stazioni, espressione della capillarità dell'Arma, ed ai Reparti speciali destinati alla lotta alle nuove e più pericolose forme della criminalità con i suoi accresciuti collegamenti internazionali. Il 1993 resterà per i Carabinieri l'anno delle innovazioni fondamentali, quelle che, traendo nuovo vigore dalle radici secolari e robuste di un organismo sano, consentiranno di riaffermare con la necessaria incisività il ruolo dell'Arma nella nuova realtà che sta sorgendo dalla vecchia Europa.
Nel presentare sé stessi in occasione di un tale importante appuntamento con la Storia, i Carabinieri, con questo Calendario, vogliono altresì rendere omaggio alle Gendarmerie e alle Polizie dei Paesi membri della Comunità Europea, alle quali rinnovano il solenne impegno di costruttiva cooperaizone.
Un ringraziamento particolare va infine rivolto al Prof. Giuseppe Gatt, Segretario Generale della Quadriennale d'Arte di Roma, per avere coordinato la realizzazione delle opere che gli artisti della Nuova Maniera Italiana hanno eseguito per questa pubblicazione come disinteressata attestazione di maore per l'Arma.

Il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri