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Calendario storico

Anno 1991



Copertina calendario del 1991 


Presentazione

Il rispetto delle tradizioni è l'elemento portante della vita dell'Arma perché dalle tradizioni emergono quei valori di vita che hanno reso sempre attuali le finalità di questa Istituzione. Vi è però la necessità di approfondire con strumenti nuovi la realtà presente per programmare il futuro. In ordine a questa finalità, il Comando Generale per la prima volta ha fatto svolgere un'indagine sociologica sull'Arma affidandone la realizzazione all'Istituto di Studi Politici Economici e Sociali. I risultati ottenuti offrono l'opportunità di esporre alcune riflessioni generali ed altre più direttamente legate ai dati emersi con chiarezza dall'indagine svolta. La nostra è, come tutti sappiamo, una società complessa. Una società che riesce a far convivere al proprio interno modelli culturali e tendenze diverse, istanze economiche, politiche, sociali differentemente orientate e qualche volta in contrasto tra loro, sperequazioni anche difficili da superare, contraddizioni che hanno le loro radici nella storia ed altre create dall'impeto stesso della crescita che ha portato il nostro Paese tra le prime potenze economiche mondiali. Questa società è sempre più permeata dai meccanismi della comunicazione e dell'informazione, a volte disorientata per il venir meno dei punti di riferimento tradizionali, nella difficoltà di individuarne di nuovi ed adeguati. L'Arma sempre vissuto in sintonia con il Paese. E' una parte di esso, anzi si potrebbe dire, mutuando il linguaggio della ricerca sociale, che essa ne può essere considerata "un campione stratificato", per la componente maschile. I nostri uomini provengono da ogni angolo d'Italia e dai più diversi ambienti economico-sociali. Essi rappresentano quella complessità di cui parlavo prima, che si ricompone unitariamente in funzione di un compito chiaro, di un obiettivo certo, quello di difendere le Istituzioni e di essere al servizio dei cittadini. Se questo è lo scopo dell'Arma, appare giusto ed adeguato ai tempi il fatto che essa utilizzi anche i nuovi strumenti offerti dalle metodologie della nuova società, per sempre meglio adeguare l'Istituzione alla realtà sociale del Paese che muta. Non è questa la sede per interpretare analiticamente i risultati complessivi dell'indagine. Mi limiterò soltanto a segnalare tre questioni che, mi sembra, emergano con forza da questo sforzo di ricerca. Innanzitutto si conferma il radicamento del ruolo e dell'immagine dei Carabinieri nella società italiana. E' quasi una curiosità, ma molto significativa, notare come gli Italiani sopravvalutino di gran lunga la effettiva consistenza numerica degli appartenenti all'Arma, attribuendole, in molti casi, un organico due - tre volte superiore a quello effettivo. In secondo luogo, vorrei sottolineare come, di fronte ad una complessiva crisi nel rapporto tra il cittadino e le Istituzioni, non solo l'Arma gode del giudizio positivo della gran parte degli Italiani, ma, cosa più importante dal nostro punto di vista, le componenti di questo giudizio coincidono con quelle che noi riteniamo debbano continuare ad essere le caratteristiche e le peculiarità dell'Arma. Infine, un aspetto che ritengo determinante dell'immagine diffusa dell'Arma nella stragrande maggioranza dei cittadini, a prescindere dal livello culturale e sociale, è che essa viene considerata come punto di riferimento per la salvaguardia di valori altamente etici. Ciò rappresenta un grande impegno per tutti i Carabinieri e per coloro i quali, e sono tanti, intendono servire il Paese come tali.
Non a caso il Calendario dell'Arma 1991 è dedicato proprio all'immagine dell'Istituzione, interpretata attraverso una duplice chiave di lettura: "I Carabinieri visti dagli italiani" e "i Carabinieri visti dai pittori contemporanei". L'analogia risulta immediata: il radicamento dell'Arma nell'opinione popolare trova riscontro e sublimazione anche nel campo dell'arte.

Gen. C.A. Antonio Viesti
Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri