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Calendario storico

Anno 1989



Pagina di sinistra - mesi luglio/agosto 1989 Pagina di destra



Pagina di sinistra

Di nuovo il Pincio, di nuovo San Pietro. Con una lente d'ingrandimento, dilatando i fasci luminosi che partono dagli oggetti o dai corpi, solo così riesco a decifrare le espressioni dei volti e a scoprire o a indovinare che cosa succede tra i tre carabinieri in primo piano.
Altri due sono lontani, di spalle, e guardano giù, impegnati a parlare con qualcuno che sta sotto. E' probabile che quell'insolito dialogo a distanza abbia qualcosa a che vedere con ciò che succede tra gli altri tre, in primo piano. Non è troppo difficile indovinare. Assolutamente non deve trattarsi, secondo me, di qualcosa di straordinario: ma, al contrario, di una normalità che concerne il servizio. Ecco: il carabiniere in piedi a sinistra, che si appoggia all'albero, ha l'aria arrabbiata: " ... ci sembra presto per via dell'ora legale", finisce di spiegare, "coll'ora solare sono soltanto le sette e mezza ma ormai tutti se ne sono andati perché invece sono le otto e mezza! La manifestazione è finita e dunque possiamo andarcene anche noi!"
Ma il carabiniere seduto sulla panchina non è di quel parere: "No, non possiamo muoverci di qui. L'ordine è di restare qui fino alle nove". L'ordine è l'ordine, no? Ci mancherebbe altro!

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E' momento del gruppo fotografico dopo la Festa dell'Arma: si direbbe che la fantasia di Nino Caffè capisca e riproduca la realtà con un'intelligenza e un divertimento di cui nessuna macchina fotografica, neanche quella di Cartier-Bresson, sarebbe capace.
Il buio portale sufficiente a ricordare il vecchio palazzotto seicentesco che è stato trasformato in caserma; la bionda, cicciosa, curiosa moglie del maresciallo che si affaccia alla ringhiera, magari anche con una speranziella di "restare" in un margine della foto; i quattro carabinieri che stanno mettendosi in posa occhieggiando di qua o di là, come preoccupati di venire sorpresi dallo scatto fatale e, in assoluto contrasto con questa commovente agitazione, la calma disinvoltura con cui i due sottufficiali si sono messi in posa subito, tutto, in questo mirabile quadro, è perfetto ma, soprattutto, l'espressione dei due sottufficiali. Confrontandola con quella dei quattro carabinieri si ha la spiegazione di come sia costruita l'Arma, su quali basi sociali. I tratti del volto sono sottilmente aristocratici: educati, istruiti, nobili di sentimento: nelle due teste, lievemente piegate da una parte, e nella composta fermezza delle labbra, si avverte quella pazienza che si acquista soltanto con una fede secolare.