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Calendario storico

Anno 1989



Pagina di sinistra - mesi novembre/dicembre 1989 Pagina di destra


Pagina di sinistra

Qualunque la bravura di un pittore, non è certo facile per lui suscitare, creare nella fantasia di chi guarda un suo quadro l'illusione di uno scambio sensoriale: operando soltanto sulla vista, colpire soltanto l'udito. Non facile, anzi difficilissimo, o addirittura impossibile!
Eppure, proprio questa è la scommessa che Nino Caffè è riuscito a vincere fermando sulla tela, per la durata di un millesimo di secondo, il "fortissimo" di un accordo della Banda che sta eseguendo la sinfonia della Gazza Ladra, di Rossini.
Intendiamoci, la Banda dei nostri Carabinieri è composta da oltre un centinaio di strumenti a fiato e a percussione. Qui ne abbiamo soltanto quattordici: le dimensioni della tela non ne avrebbero permessi di più. Ma la sonorità - diciamo così - dell'effetto pittorico è affidata alla sobrietà della composizione. Nino Caffè ha abolito tutto ciò che avrebbe distratto dall'immagine degli strumenti e dei gesti di ciascuno dei suonatori. Guardando, noi quasi udiamo lo schianto trionfale che salda insieme tanti strumenti diversi. Non è che non ci sia gente, lì, ad ascoltare il concerto: semplicemente, la gente non si vede, è al nostro posto, guarda e ascolta. Gli unici che si sono avvicinati sono due cagnolini. Da sinistra, uno, abbaiando applaude il Maresciallo che dirige. L'altro sbuca dalla destra del palco, e certamente corre per raggiungere il primo.

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Su una panchina del giardino pubblico si è addormentato questo carabiniere. Appoggia un gomito sullo scrimolo della panchina. Si regge la testa con una mano contro l'orecchio. Il mento gli pende sul collo. E accanto a lui, sulla panchina, la lucerna è - così dice Mauro Innocenti - "vigile e muta come un rimprovero".
Però, se siamo sinceri, tutto il rimprovero che gli si può rivolgere è semplicemente affettuoso. Dorme, diamine! sogna. E che cosa può mai sognare se non la sua ragazza?
Partecipiamo al suo sogno innocente seguendo una spirale ideale che, risalendo dalla lucerna al pennacchio, rivela il sognante carabiniere: a braccetto con la ragazza, si avvia in un vialetto del giardino pubblico, e nel sogno il vialetto si trasforma nel sentiero di un bosco... Finché rieccoli, improvvisamente! Lui e lei ci appaiono in alto, proiettati come uno sputnik attraverso la stratosfera: la ragazza sbatte le gambe, tutta aggrappata al suo carabiniere che se la stringe addosso. Ancora più su! I due galleggiano su un'astronave morbida uniti per sempre. La sola cosa che li distingue è la forma inconfondibile della lucerna col pennacchio.