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Calendario storico

Anno 1988



Pagina sx. mese maggio 1988 Pagina dx. mese maggio 1988 - I Carabinieri dei nuclei radiomobili



Come l'Arma dei Carabinieri sapesse conciliare il più rigoroso senso del dovere col patriottismo, anche nei momenti più delicati, si vide nello scorcio dell'estate, 1870, dopo che, per ordine del presidente Lanza, un ispettore di pubblica sicurezza arrestò il 13 agosto Giuseppe Mazzini, che viaggiava sul postale di Napoli in arrivo a Palermo sotto il finto nome di Harry Zammith. Per la detenzione dell'illustre personaggio venne scelto un padiglione di S.Maria della Fortezza a Gaeta, inizialmente sotto la responsabilità del comandante stesso del forte. Si era alla vigilia dell'occupazione di Roma e vi erano fondati timori relativi ad una possibile fuga del prigioniero per prendere parte all'ingresso nella futura capitale d'Italia. Cosicché Lanza, a cui premeva che a Roma giungesse un governo legittimo e non un manipolo di congiurati, ritenne, per maggior sicurezza, che la vigilanza su Mazzini fosse affidata prevalentemente ai Carabinieri. E così fu. Il prigioniero fu consegnato al capitano dei Carabinieri Giovanni Battista Cotta, coadiuvato a sua volta dal tenente Pietro Malvezzi, da un maresciallo e da alcuni militari. I rapporti fra gli ufficiali e Mazzini furono subito ottimi: il patriota ricevette marcate prove di cortesia e gentilezza e, pur nei limiti di severe prescrizioni ministeriali, i Carabinieri fecero del loro meglio per rendergli più sopportabile la solitudine, sia procurandogli libri e riviste, sia evitando di opporsi alle visite di Emilia Venturi, l'amica fedele di tanti anni, e di Carlotta Benettini, la devota popolana, alla quale Mazzini era debitore per i sicuri rifugi e i mezzi di scampo ricevuti durante la sua agitatissima vita.