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Calendario storico

Anno 1988



Pagina sx. mese giugno 1988 Pagina dx. mese giugno 1988



L'organico dell'Arma ha conosciuto momenti di espansione, ma anche momenti di contrazione, imposti da esigenze di bilancio. Sotto la presidenza Crispi, nel 1894, in piena politica coloniale, qualcuno pensò che ridurre il numero dei Carabinieri e fare economie abolendo la loro grande uniforme servisse a far quadrare il bilancio dello Stato. Erano trascorsi pochi anni dalla tragica epidemia di colera e nessuno aveva dimenticato la generosa abnegazione dei Carabinieri nel soccorrere i sofferenti affrontando, spesso, le conseguenze del terribile morbo. E ben doveva ricordarsene il presidente Crispi, che non ignora va quanto l'Arma si fosse prodigata soprattutto nella sua natia Sicilia, Perciò, nella tornata parlamentare del 16 maggio 1894, non esitò a rivolgersi con voce tuonante all'On. Imbriani: "la condotta dei Carabinieri è ispirata sempre al bene e alla difesa dei cittadini, e la Nazione tutta è ad essi altamente grata dell'opera loro... debbo solo esprimere il mio dolore per il modo come si è parlato del Corpo dei Carabinieri, il quale rende continui servizi e fa tutti i sacrifici possibili per la sicurezza dello Stato, L'altro giorno il ministro della guerra vi fece l'elenco degli uccisi, dei feriti, e di tutte quelle sventure che i Carabinieri hanno dovuto subire!". Il presidente Crispi era stato preceduto da un intervento, non meno vibrato, del ministro della guerra, il quale aveva ricordato che "diminuite qualche tempo fa cinquanta stazioni, la sera stessa, si son dovute rimettere quasi tutte per la pressione di molta e molta gente... ". L 0n. Sciacca della Scala, associandosi, aggiunse: "Ci sono paesi senza forza pubblica, esposti alle violenze dei malfattori. Questi paesi hanno diritto di essere difesi nelle proprietà e nelle persone. Prego perciò l'on. ministro di volere, anziché abolire, reintegrare queste stazioni, affinché siano difese le vite e le sostanze dei cittadini".