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Calendario storico

Anno 1987



Pagina sx. mese settembre 1987 Pagina dx. mese settembre 1987 - I Carabinieri del mare


I Carabinieri del mare

In un Paese come il nostro, proteso fra tre grandi mari e dotato di una fascia litoranea estesa per migliaia di chilometri, sin quasi al 1960 si presentava arduo per l'Arma il compito istituzionale della vigilanza costiera, affidato di massima ai servizi da terra e sussidiato da qualche rara ed ansimante lancia a motore. Nel 1957 la grande svolta. Di fronte al dilagare di una criminalità sempre più organizzata e che ormai operava con mezzi adeguati anche sui mari e sulle acque interne, il Ministero Difesa-Marina autorizzò la fornitura all'Arma di sei motoimbarcazioni da mt. 14 (larghezza m. 3,30, dislocamento massimo 12 tonn., velocità 16 nodi, 4 uomini di equipaggio) e di 12 motoscafi (lunghezza m. 6, larghezza m. 1,75, velocità 13 nodi e 3 uomini di equipaggio).Era anche il momento in cui cominciava a manifestarsi in Italia il turismo di massa, per cui apparve provvidenziale dotare i Carabinieri di mezzi nautici che consentissero ai militari dell'Arma di svolgere anche sul mare quell'opera di sorveglianza e di soccorso che costituisce da sempre l'altro polo della sua funzione istituzionale.L'11 novembre 1969 il Comando Generale istituì nella propria sede il "Servizio Navale", complesso degli organi direttivi, di comando ed esecutivi composto da un ufficiale superiore del Genio Navale e da un ufficiale superiore dei Carabinieri per i compiti addestrativi, logistici e di consulenza nel servizio d'istituto. Il centro motorio dell'attività dei natanti venne fissato - e lo è tuttora - nella Sala Operativa del Comando Generale, che la coordina e la controlla attraverso i comandi territoriali, sino a quelli di Gruppo.L'Arma, si sa, opera un continuo rinnovamento dalle proprie radici, aderendo costantemente alle mutate esigenze dei tempi. Le sono, perciò, bastati tre decenni per poter coprire l'intera fascia costiera della penisola e delle maggiori superfici lacustri con unità dai modernissimi requisiti nautici, dotate di perfetti strumenti di collegamento radio, munite di radar e di ecoscandagli. Tali unità si classificano in motovedette di altura, con impiego continuativo nell'arco dell'anno, e in motovedette costiere, che possono essere utilizzate anche solo stagionalmente. I natanti di altura comprendono le classi 700, 600, S 500 e N 500, tutte con caratteristiche diverse in funzione degli impieghi cui sono destinati; quelli costieri appartengono alle classi 500 e 400. Speciali sono le caratteristiche dei mezzi in servizio a Venezia (classi 350, 300, 220 e 200), ai quali si aggiungono la classe 100 ad idrogetto e la motovedetta CC 120 per il trasporto di militari.I compiti ordinari dei mezzi navali dell'Arma consistono principalmente nell'attività di pattugliamento, al fine di prevenire e reprimere ogni violazione delle norme relative alla navigazione, alla nautica da diporto ed allo sci nautico, alla pesca, all'inquinamento delle acque litoranee ed interne. I mezzi nautici dell'Arma assicurano, inoltre, la vigilanza sulle attrezzature portuali e sugli scafi, i servizi di scorta e di ordine pubblico, l'appoggio e l'assistenza ai Carabinieri subacquei, il soccorso in occasione di sinistri (come nel caso dell'aliscafo incendiatosi in navigazione verso le isole Eolie), il concorso nelle operazioni di polizia di frontiera e nella repressione del contrabbando.I compiti "eventuali" concernono le traduzioni, l'appoggio dal mare ai rastrellamenti effettuati sulla terraferma, i collegamenti con i comandi dell'Arma dislocati nelle isole in caso d'interruzione dei servizi civili di linea, il trasporto rapido di militari per motivi urgenti di servizio, l'intervento disposto dalle centrali operative dell'Arma per circostanze particolari e di emergenza.