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Calendario storico

Anno 1987



Pagina sx. mese maggio 1987 Pagina dx. mese maggio 1987 - I Carabinieri dei nuclei radiomobili


Carabinieri dei nuclei radiomobili

La motorizzazione: altro passo fondamentale che l'Arma ha prontamente compiuto per adeguare all'evoluzione dei tempi le proprie strutture e i propri mezzi operativi. In una delle fotografie di questa pagina appare il Plotone comando del 1° Battaglione della Legione Carabinieri di Roma con tutti i mezzi motorizzati di cui disponeva. La fotografia, del 1931, mostra una campionatura del parco motoristico col quale l'Arma solo da pochi anni si apprestava a trasformare radicalmente i criteri operativi dell'attività d'istituto: si riconoscono due motociclette Frera 250 con sidecar, una Fiat 514 spider, alcune autoblindo Lancia-Ansaldo e autocarri di vario tipo, fra cui il leggendario FIAT 15 Ter. Fra quella fotografia e la nascita dei reparti dotati di automezzi radiocollegati intercorre lo spazio di appena un ventennio. All'inizio degli anni 50, infatti, venne sperimentato a Roma e a Napoli il collegamento radio fra i rispettivi comandi di Legione ed un certo numero di automezzi, ai fini di una più pronta ed efficace presenza dell'Arma nelle zone centrali e periferiche urbane.Nell'agosto 1952 il numero degli automezzi radiocollegati di Roma e Napoli venne raddoppiato e l'esperimento venne esteso anche a Milano, alla cui Legione furono assegnate otto auto A.R.51 dotate di radio rice-trasmittente. A distanza di oltre 30 anni da quei primi e previdenti esperimenti, i nuclei radiomobili dei Carabinieri coprono oggi l'intero territorio nazionale.In strettissima collaborazione con le "unità autoradio" dei nuclei radiomobili operano in tutta Italia le "pattuglie motoradio", che costituiscono un'altra presenza rassicurante per i cittadini. Infatti, grazie a quest'altra faccia del servizio radiomobile, a distanza di quasi 90 anni dall'impiego delle primissime moto di servizio, il motociclismo dell'Arma vive in atto la sua più fiorente stagione. Risale al lontano 1900 l'assegnazione ai militari dell'Arma delle poche moto, importate dall'estero, quali le motocarrozzette Excelsior ed Indian, entrambe di 500 c.c., seguite nel 1912-13 dai motocicli nazionali Frera e Guzzi. Il sopraggiungere del primo conflitto mondiale, nel 1915, vide i Carabinieri motociclisti prestare servizio di collegamento nelle immediate retrovie e fra i grandi Comandi, riconoscibili da un apposito distintivo di una motocicletta in lana nera su panno grigio-verde. Tutti i conflitti che si susseguirono, fino alla Guerra di Liberazione, hanno visto i motociclisti dell'Arma impegnati nei più duri ed impegnativi servizi, sia di collegamento che di Polizia Militare.In atto i nuclei motociclisti dei Carabinieri, compreso il reparto scorta dei Corazzieri, hanno prevalentemente in dotazione le Guzzi 500 Falcone e la 700 V7, quest'ultima in via di sostituzione con la 850 T3.E servizio dei nuclei radiomobili viene svolto attraverso un'attività ricognitiva ininterrotta e globale, attuata con l'armonica alternanza di soste e movimento e con il costante collegamento via radio con la Centrale Operativa, la quale viene così ad essere continuamente aggiornata sulla situazione nei centri abitati o in zone che richiedano particolare vigilanza.L'apprezzamento degli italiani per l'ininterrotta presenza dei nuclei radiomobili è testimoniato dai sempre più numerosi appelli che ad essi vengono indirizzati, tramite il numero telefonico " 112 ", nei centri metropolitani come nei più isolati borghi, spesso per dirimere anche le più private vicende umane.