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Calendario storico

Anno 1987



Pagina sx. mese luglio 1987 Pagina dx. mese luglio 1987 - I Carabinieri subacquei



I Carabinieri subacquei

Li chiamano anche "angeli neri" questi Carabinieri che da trent'anni s'immergono con la loro muta scura nelle profondità marine e lacuali, nelle acque dei fiumi o delle caverne, là dove c'è qualcuno o qualcosa da salvare o da cercare, qualcuno o qualcosa da riportare in superficie per porre fine ad un dramma o per fare luce di verità.La preziosa attività di ricerca svolta nel dopoguerra dai palombari sui fondi portuali, spesso anche di sussidio alle indagini di polizia giudiziaria dell'Arma, la progressiva trasformazione dei pesanti scafandri nelle agili attrezzature dell'uomo-rana, diedero l'ispirazione per la creazione dei Carabinieri Subacquei, la cui esigenza d'impiego si manifestava nelle operazioni di ricerca e recupero di corpi di reato, cadaveri, armi ed altro casualmente o espressamente occultato nelle acque, come pure negli interventi di soccorso in occasione di alluvioni.Genova e Napoli, i cui porti dopo le vicende della guerra avevano dovuto fare più largo ricorso ai palombari ed erano perciò centri di addestramento subacqueo, furono le sedi prescelte nell'estate del 1953 per iniziare i Carabinieri alla nuova specialità ed in ciascuna di esse venne costituito un "Nucleo, Carabinieri Subacquei". Il rilevante rendimento fornito dai due reparti, sempre sottolineato con ampio rilievo dalla stampa, portò nel 1964 ad una ristrutturazione del servizio. Al nucleo di Genova fu assegnata la funzione di Centro addestrativo dei Carabinieri subacquei, che vennero ripartiti tra le motovedette dell'Arma in servizio presso le Legioni di Genova, Udine, Livorno, Napoli, Bari, Palermo e Messina, in modo da assicurare un tempestivo intervento in tutto il territorio nazionale. Un anno più tardi il "Centro" venne articolato nella "Sezione Corsi", in quella "Operativa" e in quella "Fotografica", mentre i nuclei vennero dislocati a Livorno, Trieste, Roma, Napoli, Taranto, Palermo, Messina. L'istituzione del Servizio Navale dell'Arma, avvenuta l'11 novembre 1969, accrebbe la consistenza ed 9 numero dei nuclei Carabinieri subacquei, ora integrati dalle "Unità subacquee" imbarcate sui mezzi navali d'altura e formate da militari a specializzazione trivalente (subacquei-nocchieri-motoristi).Nella storia degli "Angeli neri" si contano già a migliaia gli interventi clamorosi, ma ce n'è uno che tutti idealizza ed esprime, quello del Carabiniere Pietro Pirisi, che nel lontano luglio 1963 s'immerse nelle acque gelide ed infide di un fiume per recuperare la salma di un soldato annegato, perdendo a sua volta la vita tra i vortici della corrente. Una prima prova di professionalità e di altruismo i Carabinieri subacquei avevano dato nel 1959, con le estenuanti immersioni occasionate dal crollo della diga del Frejus. Sopravvennero, poi, l'intervento nell'alluvione di Firenze nel 1966, il salvataggio della motonave Lalla e dell'equipaggio del mercantile inglese London Valour, la spossante localizzazione sul fondo del Lago Maggiore del sommergibile tascabile Squalo Tigre, richiesta nel luglio 1965 agli uomini-rana dei Carabinieri dal municipio svizzero di Locarno dopo sei mesi di infruttuose ricerche. Va ancora ricordato il recupero delle salme dell'aereo militare Hercules C/130, inabissatosi a Livorno nel novembre 1971 con 52 persone tra equipaggio e paracadutisti della Brigata Folgore, come non va sottaciuta la partecipazione determinante a numerosi ritrovamenti archeologici di grande valore e tra questi i famosi Bronzi di Riace, riportati alla luce dai Carabinieri subacquei. Tante altre citazioni non farebbero che ribadire uno stato di servizio divenuto già tradizione e che un grande quotidiano ha sintetizzato con questo titolo "Anche sott'acqua non si spegne la fiamma della Benemerita".