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Calendario storico

Anno 1985



Pagina di sinistra Pattuglia di carabinieri motociclisti


L'operazione comincia a dare i suoi frutti. Dopo appostamenti e inserimenti siamo riusciti a individuare il "corriere". E un signore elegante sui cinquanta che viene ogni settimana per poche ore. Ha una macchina straniera di alta cilindrata. Si ferma in piazza. Prende il caffè. Fa qualche giro. E, poi, riparte. Il nostro problema è prenderlo in flagrante. Ma non è facile. Sa fare il suo mestiere. Mi sono accorto che quelli della droga non sono i soliti delinquenti. Hanno i guanti di camoscio. Sanno muoversi con intelligenza. Anche per questa ragione sono pericolosi. Preferiscono operare senza destare sospetti.

* * *

…abbiamo individuato gli "spacciatori". Li teniamo sotto controllo. Al momento opportuno scatteranno le manette. li brigadiere e la squadra speciale hanno lavorato bene. Sono ragazzi in gamba. Dopo questa esperienza saranno veramente carabinieri fedeli nei secoli. Perché carabinieri non si diventa quando ti danno le stellette e le bande, ma dopo anni di esperienza. Quando ad intuito capisci dove sta il bene e il male oltre le apparenze.
Stamattina è ritornato il padre di Giovanni, Mi ha detto che Giovanni continua a drogarsi e che ha avuto una crisi. Mi ha domandato "che cosa state facendo?". Gli ho risposto di stare tranquillo. Non mi ha creduto. Nei suoi occhi c'era la disperazione. lo non ho figli. Ma possibile che per i figli si deve soffrire tanto? Rari sono i frammenti di gioia e molte sono le ore del dolore. Ma il dolore non è il tributo dovuto per i pochi attimi di gioia?

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... l'operazione si è conclusa. Abbiamo arrestato tutti. Il "corriere" e gli "spacciatori". Poi abbiamo trattenuto alcuni giovani drogati. C'era anche il figlio del Sindaco e Giovanni. E stato uno scandalo per la città. Tutti a esclamare "Non è possibile!"
Nella rete sono caduti anche "onorati" professionisti. Non soltanto camerieri e commercianti. Il "corriere", ormai scoperto, ha tentato la fuga. Ha raggiunto la macchina e ha sparato. Ha colpito il mio brigadiere, Lo abbiamo portato in ospedale in osservazione. Sono andato a trovarlo e, per la prima volta, mi ha parlato in dialetto. Come ad un amico. Gli ho stretto a lungo la mano sulle bianche lenzuola. La moglie del maresciallo ha portato dei fiori. Il padre di Giovanni è l'unico che è andato a trovarlo. Diceva che il brigadiere era stato ferito anche per salvare suo figlio. E lo guardava con riconoscenza amorosa.
La luce del tramonto che è entrata nel mio ufficio come un atteso ospite adesso illuminerà anche la stanzetta del brigadiere in ospedale. Ogni giorno l'ora si ripete. Forse per ricordare la eternità del tempo nel divenire della storia. Si deve vivere cosi. Con i nostri ricordi e le nostre memorie. Ma anche con il nostro impegno nella piccola e grande storia degli uomini.

FRANCESCO GRISI