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Calendario storico

Anno 1985



Pagina di sinistra Carabinieri in grande uniforme


Diario breve di un Capitano dei Carabinieri in una piccola città

... la luce del tramonto illumina dolcemente gli oggetti. Anche il ritratto del Presidente della Repubblica sulla parete e quello di mia madre sistemato sulla scrivania hanno sfumature dorate. Dopo una giornata di lavoro mi abbandono nell'ultimo chiarore. In questa cittadina dove vivo da quasi due anni è l'ora della "consolazione". Credo che lo stesso sentimento provano molti miei carabinieri. La maggioranza non ha famiglia. L'altro giorno un brigadiere mi ha confessato di aver nostalgia logorante per il suo paese. Mi ha detto "Signor capitano nell'Arma ci sto bene. Ma vorrei andare a casa. E fare una passeggiata in piazza con i miei paesani per parlare con le nostre parole prima di cena". Anche il dialetto è nostalgia. Gli ho concesso tre giorni di permesso. Il carabiniere è un uomo con le sue angosce, speranze e nostalgie.
Stamattina il maresciallo comandante la stazione è entrato nel mio ufficio per "rendermi edotto" - cosi dice lui - di un caso particolare. Sono venuti in caserma il padre e la madre di un giovane che si droga. Ho detto al maresciallo di accompagnarli nel mio ufficio. Il padre - un funzionario di banca - parlava sottovoce. La madre silenziosamente piangeva. Mi hanno raccontato che Giovanni si droga da tre anni. Hanno tentato tutte le vie. Non c'è stato niente da fare. Il figlio ha venti anni. C'è speranza che l'Arma possa salvarlo. Pensano ai carabinieri come un ultimo tentativo prima della dose di eroina verso la morte. Li ho ascoltati lungamente. C'è un grande dolore nel cuori degli uomini. Li ho accompagnati alla porta. E mi hanno ringraziato.
Ma che posso fare io capitano di questa piccola cittadina? Devo operare nella legge. Da dove cominciare? Mi abbandono a questi pensieri.
La luce del tramonto è scomparsa. E venuta la notte.

* * *

…il brigadiere che avevo inviato in licenza è tornato. Ho concordato con lui un piano d'azione. Abbiamo formato una squadra speciale. Abbiamo ordinato a quattro giovani carabinieri di farsi crescere la barba e di vestirsi di stracci. Abbiamo anche trovato un appartamentino dove andranno ad abitare. Se ci sono trecento drogati ci deve essere anche il "corriere" e gli spacciatori. Il servizio sarà pesante. Dobbiamo operare senza fretta e con attenzione. Il nostro problema è soprattutto salvare i giovani da questo male oscuro e velenoso.
I giovani…
In queste ultime settimane ho fatto molti arruolamenti nell'Arma per il servizio di leva. Un insegnante di latino mi ha detto che era felice di mandare suo figlio nell'Arma perché "l'impegno ideologico, ancor più di quello operativo, non consente ai carabinieri evasioni verso la droga".

* * *

…l'operazione continua. Ho molti "casi" da seguire e da risolvere. Nelle piccole cittadine dove tutto sembra "antiquariato" ci sono delitti e vendette. E, poi, la delinquenza si è organizzata anche da noi. Dietro un delinquente c'è sempre una organizzazione. Ma seguo, in particolare, la pista della droga. Nessuno parla. Ieri ho incontrato al caffè il Sindaco il cui figlio si droga. Ho provato a intavolare un discorso. Mi ha risposto che nella sua città la droga non è arrivata. L'omertà vive di paura e di "rispettabilità". Dentro molte case c'è il dramma, ma fuori il teatro.
L'operazione comincia a dare i suoi frutti. Dopo appostamenti e inserimenti siamo riusciti a individuare il "corriere". E un signore elegante sui cinquanta che viene ogni settimana per poche ore. Ha una macchina straniera di alta cilindrata. Si ferma in piazza. Prende il caffè. Fa qualche giro. E, poi, riparte. Il nostro problema è prenderlo in flagrante. Ma non è facile. Sa fare il suo mestiere. Mi sono accorto che quelli della droga non sono i soliti delinquenti. Hanno i guanti di camoscio. Sanno muoversi con intelligenza. Anche per questa ragione sono pericolosi. Preferiscono operare senza destare sospetti.

* * *

…abbiamo individuato gli "spacciatori". Li teniamo sotto controllo. Al momento opportuno scatteranno le manette. li brigadiere e la squadra speciale hanno lavorato bene. Sono ragazzi in gamba. Dopo questa esperienza saranno veramente carabinieri fedeli nei secoli. Perché carabinieri non si diventa quando ti danno le stellette e le bande, ma dopo anni di esperienza. Quando ad intuito capisci dove sta il bene e il male oltre le apparenze.
Stamattina è ritornato il padre di Giovanni, Mi ha detto che Giovanni continua a drogarsi e che ha avuto una crisi. Mi ha domandato "che cosa state facendo?". Gli ho risposto di stare tranquillo. Non mi ha creduto. Nei suoi occhi c'era la disperazione. lo non ho figli. Ma possibile che per i figli si deve soffrire tanto? Rari sono i frammenti di gioia e molte sono le ore del dolore. Ma il dolore non è il tributo dovuto per i pochi attimi di gioia?

* * *

... l'operazione si è conclusa. Abbiamo arrestato tutti. Il "corriere" e gli "spacciatori". Poi abbiamo trattenuto alcuni giovani drogati. C'era anche il figlio del Sindaco e Giovanni. E stato uno scandalo per la città. Tutti a esclamare "Non è possibile!"
Nella rete sono caduti anche "onorati" professionisti. Non soltanto camerieri e commercianti. Il "corriere", ormai scoperto, ha tentato la fuga. Ha raggiunto la macchina e ha sparato. Ha colpito il mio brigadiere, Lo abbiamo portato in ospedale in osservazione. Sono andato a trovarlo e, per la prima volta, mi ha parlato in dialetto. Come ad un amico. Gli ho stretto a lungo la mano sulle bianche lenzuola. La moglie del maresciallo ha portato dei fiori. Il padre di Giovanni è l'unico che è andato a trovarlo. Diceva che il brigadiere era stato ferito anche per salvare suo figlio. E lo guardava con riconoscenza amorosa.
La luce del tramonto che è entrata nel mio ufficio come un atteso ospite adesso illuminerà anche la stanzetta del brigadiere in ospedale. Ogni giorno l'ora si ripete. Forse per ricordare la eternità del tempo nel divenire della storia. Si deve vivere cosi. Con i nostri ricordi e le nostre memorie. Ma anche con il nostro impegno nella piccola e grande storia degli uomini.

FRANCESCO GRISI