Menu
Mostra menu

Calendario storico

Anno 1985



Pagina di sinistra Brigadiere in uniforme ordinaria colloquia in campagna con un pastore.


I Carabinieri, i reali

Ai Carabinieri, in Italia, è affidato ben di più dell'ordine pubblico e della repressione dei reati, funzioni esercitate da tutti i corpi armati dello Stato e anche dai vigili urbani. E' affidata niente meno che l'immagine della legge, la sua forma materiale, la sua ipotesi.
La giustizia si può raffigurare in una donna che tiene in mano una bilancia, ma la legge non ha che un emblema: la "lucerna" del carabiniere. L'intervento dei Carabinieri, in qualunque modo si manifesti, pare già una sentenza, tanto è imparziale, inesorabile e quasi fatale. La legge, unica speranza e unica forma di moralità in un popolo sfiduciato e scettico come l'italiano, avrebbe la sorte di tante altre sacre istituzioni calpestate e derise, se non fosse rappresentata dai Carabinieri,
Sono, i Carabinieri, il simbolo dell'equità, dell'equilibrio e quindi della legge. Dalle nostre parti venivano chiamati "i fratelli Branca", perché apparendo sempre in due richiamavano l'idea dei gemelli, ma anche perché arrestavano, abbrancavano, cioè prendevano in mezzo e stringevano nella loro branca non tanto il colpevole, quanto la colpa nella sua essenza.
In Italia dopo l'impero romano non c'è stato più nulla di serio. E in qualche modo fu la nostra fortuna. Rivoluzioni, riforme religiose, grandi ideologie e altre solenni prese di posizione, da noi hanno trovato solo gente disposta più al divertimento che all'impegno. In tanto disinteresse, in tanta indifferenza o lanilità del carattere italiano, sorprende che sia nata l'Arma dei Carabinieri, una volta reali e oggi repubblicani, ma sempre tutori dello Stato e insieme dei cittadini, custodi e regolatori del gregge italico nella sua vita di ogni giorno, benedetti anche dal ladro o dall'assassino da loro ammanettato, perché rappresentano una delle poche realtà assolute nella vita del paese.
In un mio romanzo, "Vedrò Singapore?", ho espresso, nel limite che la storia raccontata consentiva, un'opinione sui Carabinieri, che concorda col poco che qui ho detto. Riporto il brano: ""Ecco" dissi con profonda soddisfazione "I Carabinieri, i Reali". Essi infatti erano, secondo me, reali non perché soldati e guardie del re, ma in quanto costituivano una evidente realtà, presente e attiva dovunque vivessero uomini, tanto da poter sussistere indipendentemente dal re e da ogni altra autorità.
Quindi termine di riferimento sicuro per chiunque e misura della distanza che intercorre tra il cittadino e la legge, cioè tra il concreto e l'astratto. Per questo, in molti luoghi venivano chiamati semplicemente "i reali": "Ci sono in giro i reali" si diceva, oppure, "L'hanno portato via i reali"".

PIERO CHIARA