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Calendario storico

Anno 1985



Pagina di sinistra Pattuglia di carabinieri con bambini


Il suo giorno è lungo, come la sua storia

Quante volte noi ci siamo fermati un momento a guardare i carabinieri a svolgere pacati il loro servizio! Non vogliamo fare retorica, ma sono diversi da noi. Ad esempio, non gesticolano e non lo fanno nemmeno a Napoli; non alzano la voce, e non lo fanno nemmeno a Roma. Cosa possiamo pretendere di più?
Il carabiniere è fatto di un'altra pasta e va detto chiaramente.
Il suo giorno è lungo, come è lunga la sua storia; il suo giorno, anzi, non finisce mai, perché per l'Arma il giorno e la notte si confondono, il riposo è contemplato con precisione nel Regolamento, ma il bene comune è un interesse balzano, imprevedibile, tirannico e può manifestarsi nelle ore meno opportune e la tutela di questo bene di tutti va al di là di ogni limite di tempo e può pretendere la vita. L'Italia è un paese vario, difficile, non si sa dove cominci e dove finisca, è tutto un susseguirsi di situazioni scabrose, impegna i nervi, l'estro, l'astuzia sino all'esasperazione.
Il nostro è un paesaggio etnico, geografico, psicologico, politico diversissimo, frastagliato, pieno di imponderabili. Dalle montagne altissime, nevose, ghiacciate dei confini alpini alle spiagge iridescenti della Sicilia; dal Carso gelido, sibilante di vento e di tempesta alle isole mediterranee bianche assolate; dai boschi verdi dell'Appennino ai laghi fiabeschi dell'interno; è una Terra magica, la nostra, divertita delle sue astruserie, bislacca, mutevole, fatta apposta per quel gioco millenario dei rimpiattino che è poi un po'il compendio della sua storia e della sua morale. E bene, su questo terreno vario, circospetto, suscettibile il carabiniere si muove con pacata accortezza, sapendo bene di cavalcare un capricciosissimo destriero, ma intransigente, anche se bonario, sulla direzione da prendere. Non concede scarti licenziosi, vede le umane debolezze perché è nato dal popolo e conosce del popolo italiano le angustie dolorose, le prove ingrate, le attese estenuanti, ma ha coscienza che il bene comune è un patrimonio inscindibile e che in questo bene tutto è racchiuso, non solo la radiosa, secolare primavera delle nostre ottimistiche speranze, ma anche la notte inquieta del nostro dolore, le ore buie delle nostre quotidiane disillusioni,
Ci rappresentano con fedele partecipazione nell'arco mutevole della nostra fisionomia morale, ma presto la selezione diventa per essi il riflesso di una scelta che durerà tutta la vita. L'Arma li "pesca" fra noi, nelle nostre case borghesi, artigiane, impiegatizie, proletarie. Quando arrivano alle caserme sono solo dei "bravi ragazzi", diventano "carabinieri" dopo, lo sono quando escono dalle scuole per affrontare la loro missione. Quando escono sono "fatti", non hanno più nulla da imparare, sia che debbano debellare il banditismo in montagne inaccessibili, o dare la caccia ad un gangster in una città caotica, o tutelare l'incolumità di un centro minuscolo, o stanare un contrabbandiere lungo il perimetro interminabile delle nostre frontiere, o rappresentare l'ordine ed il decoro accanto al Presidente della Repubblica, o sia ancora che debbano combattere sui fronti di guerra quando la Patria è in armi.

UGO FRANZOLIN