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Calendario storico

Anno 1985



Pagina di sinistra Pilotina dei Carabinieri si avvicina alla costa


I missionari del buon costume

Quand'eravamo adolescenti lo studio della storia ci ha insegnato che l'Arma dei Carabinieri era un valido corpo dell'esercito, una degna espressione del suo eroismo; il ricordo di Pastrengo resta inciso nello spirito di tutti quanti conoscono la storia del Risorgimento e documenta i titoli di merito dell'Arma nel campo bellico, riconosciuti e consacrati in quel periodo da una medaglia d'argento e due di bronzo, come un'altra medaglia d'argento fu conquistata nella guerra libica, fino a giungere al culmine della medaglia d'oro, che nella prima guerra mondiale premiò l'incomparabile efficienza dei Carabinieri come unità tattiche autonome in quel disorientante rigiro di azioni e reazioni che movimentava e faceva fremere la rigidità del fronte scavato dalle trincee.
Non per niente il corpo era stato istituito nel 1814 allo scopo di "tutelare il buon ordine e assicurare l'esecuzione delle leggi", e per questo fu graduato come primo in ordine di precedenza riguardo a tutti gli altri corpi dell'esercito, col compito di formare la guardia personale del re, specie in caso di guerra, come avvenne appunto a Pastrengo. Proprio l'ufficio di tutelare il buon ordine è stato assolto con cosi impeccabile ed eroico scrupolo che ormai l'animo di tutti i benpensanti nutre per il corpo l'affetto e la gratitudine cui il beneficato si sente astretto a chi gli offre serenità e sicurezza; l'Arma ha già conseguito l'appellativo di "Benemerita". Nel lungo srotolarsi della nostra penisola le stazioni dei Carabinieri, spesso ridotte a un ristretto pugno di rappresentanti, offrono puntualmente il riferimento di stabile garanzia per il regolare svolgimento dell'esistenza collettiva. Ed è ormai più di un secolo e mezzo che quest'indefettibile tradizione grandeggia immacolata! Proprio le convulsioni degli ultimi climaterici tempi ce l'hanno rassodata con episodi indimenticabili: ci inchiniamo tuttora con sempre maggiore commozione alla figura del madre Salvo D'Acquisto, significante col suo sacrificio che il Carabiniere non scorge prevalentemente nella comunità il delinquente da perseguire, ma la moltitudine fraterna da proteggere.
Oggi che la follia criminosa, col terrorismo, la mafia, la camorra, le rapine, l'estorsione, la droga, si è scatenata al punto da farci dubitare della stabilità delle istituzioni, più che mai l'Arma dei Carabinieri, prodigando a prezzo di sangue la sua solida azione di tutela e di difesa, ci offre il respiro di sollievo e di conforto. Mai come oggi sentiamo fraternamente come benefattori, come missionari del buon costume, come angeli protettori i militi che sanno compiere quotidianamente il miracolo di tagliare le grinfie alla piovra della delinquenza, di spuntarne e reciderne i cunei, facendo albeggiare la diana del riconquistato ordine. Perciò, abbracciando con struggimento i corpi dei tanfi fra loro che cadono nella lotta incessante, li sentiamo insieme coi loro compagni come una parte di noi stessi, perché è nella loro forza, nella loro circospezione accorta e decisa, nella loro infaticabile operosità il pegno della nostra stessa esistenza, si che ci sentiamo vivere grazie a loro, avvertiamo che la nostra persona è indissolubilmente legata a loro in un contatto vitale.

ETTORE PARATORE