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Calendario storico

Anno 1985



Pagina di sinistra Pattuglia di Carabinieri in un piccolo centro


Perché popolare?

Nella generale crisi delle istituzioni fondate sul principio di autorità (un fenomeno diffuso, e non soltanto italiano), il prestigio dell'Arma dei Carabinieri è invece rimasto quanto mai alto; anzi, è addirittura cresciuto, e non soltanto a confronto con altri simboli di autorità oggi in decadenza. Come mai?
A me sembra, anzitutto, che la crescita dell'immagine dell'Arma abbia accompagnato, nel tempo, le gravi minacce portate alla società civile - ancor prima che alla democrazia - dal terrorismo e dalla violenza, non soltanto politica, esplosa negli Anni Settanta, e scaturita dalle tensioni e dagli scompensi della nostra società. Se questo è vero, bisogna allora supporre che l'Arma dei Carabinieri abbia saputo offrire alla minaccia del disordine una risposta non soltanto efficace, ma anche in consonanza con gli stati d'animo profondi della grande maggioranza dei cittadini. Bisogna cioè supporre che l'Arma abbia corrisposto ad alcuni valori e ad alcune caratteristiche, reali o ideali, della società italiana; che sia stata, per cosi dire, un'immagine dell'Italia nella quale grandi masse di persone si potevano riconoscere con fiducia e gratitudine. Questi valori e queste caratteristiche potevano anche non essere quelli dominanti nel costume italiano contemporaneo; l'Arma poteva anche essere armata proprio perché era, almeno in parte, "controcorrente". Ma il problema è ancor più complesso, politico e sociologico.
E chiaro che una "forza dell'ordine" esprime sempre l'aspirazione diffusa ad una vita civile retta dalla sicurezza e dal reciproco rispetto tra i cittadini. Ma l'esigenza, oggi così forte, di "law and order", può manifestarsi in modi diversi e può anche essere espressione della volontà politica di strati sociali diversi; può perciò assumere talvolta caratteri repressivi che siano "impopolari". Nel caso dei Carabinieri, durante i nostri drammatici "anni di piombo", è accaduto il contrario; il Carabiniere non è forse mai stato così popolare: perché? Penso che ciò si debba a un giuoco complesso di consonanze e di dissonanze tra l'Arma e la società.
Da un lato bisogna guardare alla deliberata caratterizzazione "democratica", e quindi al senso di misura e di umanità nell'uso della forza, che sia la classe politica, sia i comandi militari e di polizia, hanno impresso all'azione repressiva, anticriminale e antiterroristica.
Dall'altro bisogna tenere conto delle trasformazioni profonde della società italiana, dell'attenuarsi e della cancellazione di molte differenze di classe o regionali, dell'emergere di una nuova classe non classe, tra popolare e borghese - i nuovi ceti medi - che abbraccia oggi gran parte della società italiana, pertanto più unita di quanto sia mai stata.
L'Arma ha sicuramente saputo rappresentare tutti questi valori. Ma ne ha espressi anche di suoi, che le derivavano dalla sua identità storica: spirito di sacrificio, senso del dovere, civismo e patriottismo responsabili; tutti valori che una società spesso cinica ed egoista riconosceva come estremamente importanti, anche se non proprio "alla moda".
L'Arma, potrebbe dirsi, è "popolare" perché corrisponde all'idea di sé dei nuovi ceti emergenti dalla società italiana: di come essi sono, ma anche di come vorrebbero essere. Sarebbe interessante controllare e misurare questa ipotesi con un'attenta indagine sociologica, anche mediante sondaggi: potrebbero scaturirne suggerimenti interessanti ed utili.

ARRIGO LEVI