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La cura del cavallo e delle bardature

'Carabiniere a cavallo in grande uniforme' (1884) in un bozzetto  di Alessandro Degai.
Nell'Arma dei Carabinieri le normative sulla cura del cavallo e sulle bardature sono sempre state oggetto di particolare attenzione. Non va dimenticato che il Corpo dei Carabinieri Reali, al momento della sua istituzione, aveva una preminenza per la specialità a cavallo, determinata soprattutto dai gravosi servizi d'Istituto da compiersi nelle impervie zone di montagna del Piemonte.

Se ne ha conferma dal "Progetto d'istruzione provvisoria" del 12 giugno 1814, che disponeva"...si farà ogni giorno da due Carabinieri d'ogni brigata a cavallo una girata sulle strade reali, quelle di traversa, sulle strade vicinali...". Dallo stesso organico del Corpo, fissato il 9 agosto di quell'anno, appare evidente la prevalenza del personale a cavallo su quello a piedi: su di un totale di 803 uomini, 476 erano montati e 327 a piedi.


Giorgio Olivetti, 'L'allievo carabiniere e il suo cavallo'.
Riguardo alla cura del cavallo "per le truppe di cavalleria di Sua Maestà", Carabinieri inclusi, venne emesso uno specifico Regolamento nel 1815, che non trascurava nulla sulle necessità dell'animale, sul modo di accudirlo e come preoccuparsi della sua salute. Sul piano didattico, i Carabinieri a cavallo hanno sempre avuto, sin dall'origine, dei regolamenti molto dettagliati sulla materia dell'equitazione.

All'art. 1 di una "Istruzione elementare provvisoria", che porta la data del 1820, fra le nozioni basilari si legge: "Il Carabiniere si piazzerà all'altezza della testa del suo cavallo, dalla parte sinistra, le punte de' piedi alquanto in fuori meno aperte dell'angolo retto, le ginocchia distese, le reni avanzate, le spalle cadenti in dietro, la testa agile, lo sguardo diretto avanti di se, la mano destra impugnando le redini, che sono già sopra il collo del cavallo e quattro dita dalla bocca, le unghie in giù, il gomito aderente al corpo, la mano sinistra lungo la coscia, il dito mignolo contro la riga de' bottoni".


Bardatura da parata per brigadieri e carabinieri in dotazione dal 1870 al 1885 circa. La carabina è il modello 1860 modificata a retrocarica con il sistema Carcano.
Come si vede, una precisione e un impegno quasi maniacali. Una frase, in particolare, merita di essere riportata; è tratta dalla circolare n. 4862 rivolta in data 14 settembre 1822 dal colonnello Cavasanti ai comandanti di Divisione (oggi comandanti Provinciali): "... un cavallo necessita continuamente l'occhio attento del padrone; quel colpo d'occhio, direi quasi, le vale un terzo del nutrimento", come dire, con il noto adagio, che "l'occhio del padrone ingrassa il cavallo". Nella stessa circolare venivano impartite le istruzioni per collocare sella, groppiera e pettorale.

Nel primo volume sono state riprodotte le disposizioni sulla bardatura contenute nell'Istruzione Generale del 1864. Di un anno precedente erano altre Istruzioni specifiche che riguardavano la pratica del cavallo, il modo d'insellarlo, d'imbrigliarlo, ecc. : poichè quelle norme sono rimaste inalterate nel tempo, anzi hanno trovato maggiori occasioni di essere poste in pratica con lo sviluppo che l'impiego del cavallo assunse nel periodo "umbertino".