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A Roma, in un palazzo di Trastevere accadde una terribile tragedia domestica. Fra i coniugi Giovanni e Maria Placidi erano continue le scene cagionate dalla cieca gelosia dei marito. Il Placidi uscito di recente di prigione, la mattina del 26 aprile munitosi di una rivoltella sparò due colpi contro la moglie, ferendola mortalmente. Accorsi i carabinieri Francesco de Iulis e Giuseppe Carboni, l'inferocito uxoricida sparò due colpi contro di essi ferendoli entrambi alle gambe. Sopraggiungeva intanto un altro carabiniere che riusciva a disarmare l'assassino, senza poter impedire che egli prima scaricasse l'arma contro sé stesso. Il proiettile però non gli produceva che una lieve scalfittura e l'assassino poté così essere tratto in arresto.

(Da "La Settimana Illustrata" dell'8 maggio 1910)