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Immagine descritta nella didascalia sottostante




Il disegno ricostruisce la tragica uccisione del brigante Parisi, avvenuta nel bosco di Fajella, nel salernitano. Da vario tempo il brigadiere Cavallo aveva con altri militi assunta la caccia contro il noto bandito, che spadroneggiava ed esercitava oramai una suggestione ter7!bile sui contadini di Giovi. Dopo inutili appostamenti, il brigadiere Cavallo ricorse ad una astuzia. Lasciò intendere a chi avrebbe potuto avere interesse di saperlo, che quella notte il consueto appostamento non sarebbe avvenuto, per la spossatezza dei compagni e per la mancata sostituzione di altri carabinieri. Il brigante dovette aver sentore di ciò, giacché si fece cogliere nel laccio. Erano le 22,30 quando la porta della capanna, ove i carabinieri si erano nascosti, si aprì. Ne uscirono cautamente i carabinieri a piedi nudi e in borghese. Appiattati nel sentiero che mena a Sordina, non attesero molto tempo. Dal folto d'una siepe sbucò un uomo. Era il Parisi. - l'ho visto, per Diana! - gridò ad un tratto il bandito che aveva scorto uno dei carabinieri; e una fucilata, cui tenne dietro subito una seconda ruppe il silenzio della notte. Non un rumore, non un grido. Il bandito si avanzava nel tempo stesso che due colpi, esplosi dal vice-brigadiere Romano, lo colpivano in pieno petto. Il Parisi, retrocedendo con passo malfermo urlò: maledetti! E spianò di nuovo il fucile, e altri due colpi fendettero l'aria. Egli tentò di sollevarsi mentre i carabinieri già lo circondavano. Fece ancora qualche passo, ma giunto sul ciglio della via fu colpito dalla mitraglia e cadde, rotolando giù sul declivio, tenendo ancora stretto il fucile tra le mani.

(Da "La Tribuna Illustrata" del 7 aprile 1907)