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Immagine descritta nella didascalia sottostante



Vincenzo Tombolini, detto "Il Tombolino", dopo essere stato imprigionato per aver commesso un furto, aveva giurato di vendicarsi di tutti coloro che avevano deposto contro di lui. Uscito di carcere, cominciò la sua opera, terrorizzando le campagne di Ronciglione, Cerveteri, Civitavecchia. Giunto alla capanna di un pastorello, presso Corneto Tarquinia, vi si nascose ma, sopraggiunto il brigadiere D'Innocenzo, ne seguì una lotta che si concluse con l'arresto del bandito, che il carabiniere La Bella riuscì ad ammanettare durante la colluttazione.

(Da "La Tribuna illustrata" del 3 marzo 1907)